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COSA VEDERE A UBUD e DINTORNI:

LA GUIDA DI CHI CI VIAGGIA DAL 2010

La mia selezione delle 5 tappe fondamentali per scoprire l’anima più vera di Ubud 

La Campuhan Ridge Walk a Ubud, Bali.
Cosa vedere a Ubud e dintorni: uno dei simboli di Ubud: la Campuhan Ridge walk

Aggiornato a ottobre 2026 · Testato di persona dal 2010

Cosa vedere a Ubud e dintorni? Ubud è da sempre l’anima profonda di Bali: un microcosmo fatto di templi delle origini, risaie abbaglianti e valli avvolte nella giungla. Ho visitato questa cittadina per la prima volta nel 2010 durante un rocambolesco viaggio a Bali e me ne sono innamorata così tanto da trasferirmi, l’anno successivo, in un piccolo homestay a ridosso della Monkey Forest.
 
In sedici anni di esplorazioni ho visto la città cambiare radicalmente. Il boom turistico e l’arrivo dei nomadi digitali hanno trasformato i prezzi e il traffico, creando a tratti un’atmosfera artificiale. Nonostante la metamorfosi, conosco ancora i vicoli silenziosi e la quotidianità più autentica di questo luogo così denso di contrasti.
Se state pianificando un itinerario e volete scoprire davvero cosa vedere a Ubud e dintorni, in questa guida aggiornata ho racchiuso consigli sinceri e accortezze pratiche per vivere l’anima più vera dell’isola.

CONTENUTI DI QUESTA GUIDA

Consigli pratici per organizzare il viaggio a Ubud e dintorni

Vale ancora la pena visitare Ubud?

Sì, vale la pena visitare Ubud a patto di cambiare aspettative. Sebbene il centro sia affollato, Ubud custodisce un’anima unica: le cerimonie balinesi dettano ancora il ritmo della vita locale, la scena gastronomica è all’avanguardia mondiale e la città si è confermata il centro internazionale per i ritiri di benessere. Per apprezzarla oggi basta allontanarsi dalle strade principali e dai luoghi comuni e sapere dove cercare.

Ubud in breve: quanti giorni, quando andare, cosa vedere

  • Quanti giorni servono? Minimo 3 giorni (centro, risaie, un tempio). Ideali 4-5 giorni, per aggiungere cascate e una giornata nei dintorni senza correre.
  • Periodo migliore? Aprile-ottobre (stagione secca). Giugno, luglio e settembre sono i miei mesi preferiti: bel clima e meno folla di agosto. Una guida nel dettaglio qui: QUANDO ANDARE A BALI.
  • 3 tappe imperdibili con poco tempo: la Campuhan Ridge Walk all’alba o al tramonto, le sorgenti sacre di Tirta Empul e la Ubud Valley (di mattina presto).

Dove dormire a Ubud: centro, risaie o giungla?

Scegliere dove fare base a Ubud è il primo passo fondamentale per la pianificazione del viaggio. I dintorni di Ubud, le cosiddette ‘green belts‘, offrono scenari spettacolari e una pace meravigliosa, mentre il centro è imbattibile per la comodità e l’immersione nella vita locale. Vediamo insieme i pro e i contro:
Zona Ideale per Pro Contro
Ubud Centro Per chi non vuole dipendere dai mezzi, per chi ha necessità di avere tutto a portata e conoscere gente nuova. Tutto raggiungibile a piedi, ristoranti e servizi vicini. Vivace per chi ama la vita sociale. Traffico intenso, rumoroso nelle vie principali. Difficile entrare e uscire dalla città per le escursioni.
Dintorni di Ubud Per chi cerca pace tranquillità e natura, vuole il relax o pratica yoga. Ritmi lenti e buon rapporto qualità-prezzo. Più facile da gestire per i tour giornalieri. Richiede scooter o taxi per raggiungere il centro. Isolato la sera.

Una comoda via di mezzo è scegliere l’alloggio nelle stradine secondarie della città o nell’area delle risaie interne, dove spesso si aprono scenari inaspettati di giardini e viste incantevoli. 

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Su questa pagina trovate la mia ampia selezione di alloggi ad Ubud con il miglior rapporto qualità-prezzo: HOMESTAY, HOTEL E RESORT A UBUD!

Come muoversi a Ubud e dintorni?

Spostarsi a Ubud e nei suoi dintorni (il distretto di Gianyar) richiede strategia: le distanze sulla mappa sembrano brevi, ma il traffico locale può triplicare i tempi di percorrenza. Consiglio di procurarsi una SIM o eSIM e affidarsi all’app di Google Maps. 
 
Il centro è una trappola mobile specialmente Jalan Raya Ubud, Jalan Monkey Forest e Jalan Hanoman. Il collo di bottiglia attorno a Jalan Monkey Forest e al mercato centrale non è pensato per il volume di minivan e scooter attuale. Rimanere bloccati lì a mezzogiorno sotto il sole cancella ogni traccia di spiritualità.
 
  • Per girare il centro città:  è possibile e raccomandato muoversi a piedi
  • Per gli spostamenti brevi: vi consiglio lo scooter (a patto di saperlo già destreggiare molto bene e avere la patente internazionale, più info qui: LA PATENTE INTERNAZIONALE) oppure le app di movimento come Grab e Gojek per taxi e mototaxi (gli ojek)
  • Per i tour e le escursioni giornaliere: l’opzione migliore resta sempre il driver con una guida locale sia per conoscere a fondo la cultura locale sia per risparmiare tempo e soldi. I percorsi dei driver sono infatti ottimizzati per evitare il traffico e il prezzo del tour è un forfait giornaliero. Vi raccomando di leggere la guida: COME MUOVERSI A BALI.

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eSIM BALI E INDONESIA

Il trucco del “Drop-off Strategico”

Se per qualche motivo dovete farti lasciare in centro da un autista o da un motorino preso su Gojek o Grab, non indicare mai come destinazione l’Ubud Palace. Rimarreste intrappolati nella coda. Fatevi lasciare 500 metri prima (ad esempio vicino al ponte di Campuhan o all’inizio di Jalan Suweta) e coprite l’ultimo pezzo a piedi: risparmierete mezz’ora di stress. 

Per esplorare sia la città di Ubud che i bellissimi dintorni, potete fare riferimento all’agenzia locale Temu Tamu con guide professionali in italiano e inglese: SCOPRI QUI I TOUR PRIVATI DI UBUD E BALI.

Come vestirsi a Ubud?

Ad Ubud il clima di giorno è caldo e umido, ma non troppo afoso, con pioggerelline pomeridiane. Puntate su tessuti leggeri e traspiranti, come lino e cotone, e portate una giacca antipioggia leggera.

Per i templi servono spalle e ginocchia coperte: tenete sempre in borsa un sarong, un pareo colorato a disegni tipici, da acquistare nei mercatini. Per risaie, cascate e sentieri scegliete sandali sportivi comodi con buona presa, cappelli di cotone e protezione solare. Altri consigli pratici nella Valigia Perfetta e nello Shop di Amazon, dove troverete le liste già pronte di tutto ciò che occorre per il viaggio.

È sicuro visitare Ubud da soli? Consigli per chi viaggia in solitaria

Sì, Ubud è una destinazione sicura per chi decide di fare un viaggio a Bali in solitaria. Il tasso di criminalità violenta è estremamente basso e la cultura locale è profondamente accogliente. Tuttavia, il boom turistico degli ultimi anni richiede alcune accortezze pratiche per evitare piccoli imprevisti stradali o fastidi.

Sicurezza di notte a Ubud: alloggio e spostamenti

  • Evitate l’isolamento notturno nelle zone rurali: Ubud si sviluppa su lunghi crinali separati da fiumi e giungla. Se viaggiate in solitaria, evitate di alloggiare in ville isolate in mezzo alle risaie lontane dal centro. Le strade secondarie non sono illuminate, mancano i marciapiedi e i cani randagi, protettivi verso il territorio di notte, possono diventare aggressivi. Un hotel delizioso solo per ragazze è questo: ARYA WELLNESS.
  • La gestione dello scooter per chi è solo/a: guidare a Ubud è caotico. Se non vi sentite sicuri al 100%, non rischiate. Utilizzate le funzioni Gojek o Grab Bike (i mototaxi). Se prendete un mototaxi la sera, indossate una giacca chiusa: i borseggiatori puntano spesso le borse a tracolla delle ragazze sedute dietro.

SIM, assicurazione e amicizie: Ubud in solitaria

  • Contatti d’emergenza e sim locale: comprate subito una eSIM o una SIM locale (Telkomsel ha la copertura migliore) appena arrivate. Meglio non dipendere dai Wi-Fi locali. Tutti i miei consigli nel dettaglio qui: MIGLIORI SIM e E-SIM per l’INDONESIA
  • Socializzare senza sforzo: se temete la solitudine, Ubud è il posto più facile al mondo per fare rete. Frequentate i caffè per nomadi digitali, partecipate a una classe di yoga o prenotate lezioni di cucina balinese. Gli homestay a gestione familiare sono l’opzione migliore rispetto agli hotel: avrete sempre un punto di riferimento locale a cui chiedere aiuto o consigli se non vi sentite bene.

IN CASO DI EMERGENZA: viaggiate sempre coperti da un’adeguata assicurazione viaggio per l’Indonesia. Potete usufruire del mio sconto riservato ai lettori sulle assicurazioni Heymondo qui: SCONTO DEL 10% HEYMONDO.

E adesso la parte più bella! Scopriamo insieme cosa c’è da vedere a Ubud e dintorni: partiamo dal centro e arriviamo fuori città, nel distretto di Gianyar, tra risaie, templi e sorgenti.

1. Natura e paesaggi iconici di Ubud: risaie e percorsi verdi

Nascosti nella caotica città di Ubud ci sono sentieri tranquilli e passeggiate bellissime, basta imboccare la strada giusta per ritrovarsi immersi nel verde! Vi consiglio due percorsi, testati da me passo dopo passo dal 2010 e una risaia a gradini molto popolare, da visitare con alcune accortezze speciali.

La Campuhan Ridge Walk

La Campuhan Ridge Walk, uno dei percorsi più famosi, un trekking leggero che segue la gola di un fiume e vi permetterà di esplorare bellissimi campi di riso attraverso villaggi e foreste a due passi dal centro cittadino. Perfetto per staccare dal traffico. 

Il sentiero si trova scendendo le scale accanto allo storico Warwick Ibah Luxury Villas su Jalan Raya Campuhan. Appena scesi i primi gradini sentirete il rumore dell’acqua che scorre, qui infatti confluiscono due fiumi sacri, le cui sorgenti spirituali hanno dato vita a uno dei miei templi preferiti di tutta Bali, lo splendido Pura Gunung Lebah. Il sentiero finisce  all’altezza del piccolo villaggio di Bangkiang Sidem. Si cammina da sud a nord e poi si torna indietro dallo stesso sentiero. Con il ritorno si arriva a circa 4 km in tutto.

DRITTA SUL CAMPO: il sole in Indonesia sorge e tramonta presto, vi consiglio di iniziare la passeggiata per le 7.00 del mattino oppure intorno alle 17.00 per il tramonto. Evitate assolutamente le ore centrali della giornata: la cresta della collina è totalmente esposta e il caldo può essere implacabile.

Cosa vedere a Ubud e dintorni: l'insegna dello storico resort Ibah, punto di partenza della campuhan Ridge Walk.
Punto di inizio della Campuhan Ridge Walk
Cosa vedere a Ubud e dintorni: una scalinata fra le fronde verdi di Ubud, ingresso al percorso della Campuhan Ridge Walk.
Ingresso del percorso
Cosa vedere a Ubud e dintorni: il tempio Pura Gunung Lebah nella foresta di Ubud, a Bali.
Il magnifico tempio Pura Gunung Lebah
Un tunnel nel verde della foresta a Ubud, Bali.
Cosa vedere a Ubud e dintorni: lungo il percorso della Campuhan Ridge Walk

La Sweet Orange Walk

La Sweet Orange Walk è un incantevole sentiero che parte dal centro città, precisamente da Jalan Kajeng e che vi catapulterà in un istante nella pace di bellissime risaie smeraldo. L’ho scoperto la prima volta nel 2011, camminando per caso tra templi e warung della città e ne sono rimasta abbagliata.

A dispetto delle grandi trasformazioni che ha subito la città di Ubud, questa zona conserva sempre un fascino autentico, con i suoi intramontabili gusci di noci di cocco stesi ad asciugare al sole. Tutt’oggi è ancora una delle mie passeggiate preferite, anche per una merenda o un pranzo con le bambine. Meglio andarci sul fare del tramonto, per abbandonarvi alla bellezza della luce arancio che inonda il verde dei campi, come in una perduta valle dell’Eden.

Ogni tanto ci capita anche di incontrare qualche lettore del blog e la sorpresa di vederci qui dal vivo ed è una delle parti più divertenti!

LA SOSTA PERFETTA:  lo Sweet Orange Warung, un piccolo angolo creativo e rigenerante dove mangiare il tempeh fritto croccante, con la salsina speciale della proprietaria Putu, accompagnato da un succo di cocco e lime freschissimo.

Una donna passeggia in una risaia di Ubud a Bali.
Cosa vedere a Ubud e dintorni: entrata della Sweet Orange Walk
Percorsi in una risaia di Ubud, a Bali.
Cosa vedere a Ubud e dintorni: i percorsi nel verde.
Cosa vedere a Ubud e dintorni: due bambine sedute allo Sweet Orange Warung.
Nello Sweet Orange Warung
Cosa vedere a Ubud e dintorni: la vista della Sweet Orange Walk, a Ubud, Bali.
Nel cuore della risaia

Le risaie di Tegallalang: come visitarle evitando la calca

Le risaie di Tegallalang, a 20 minuti di scooter da Ubud, sono un luogo molto popolare dell’isola di Bali: una splendida vallata verde costruita oltre 2.000 anni fa come parte di un sistema di irrigazione e modellata da terrazze coltivate a riso che scendono morbidamente verso il basso.

È purtroppo anche uno dei luoghi dove il turismo di massa è stato più invasivo e distruttivo. Snaturandole del loro profondo valore culturale e tradizionale.

Il percorso alternativo: per non rovinarvi l’esperienza, cercate di arrivare entro le 7:30 del mattino e dirigetevi oltre l’ingresso principale, proseguendo fino a strutture come Il Mupu Rice Terrace, gestito da una famiglia locale o verso i sentieri che scendono subito di fianco a caffè come il Tis Cafe. Questi accessi offrono passeggiate molto più tranquille e scenari idilliaci. 

OCCHIO A QUESTO DETTAGLIO: l’accesso ufficiale ai percorsi alternativi è a donazione libera, ma preparatevi a tenere in tasca banconote di piccolo taglio (da Rp. 10.000 o 20.000): i proprietari dei diversi lotti terrieri potrebbero chiedervi un piccolo contributo per il passaggio. 

Cosa vedere a Ubud e dintorni: vista di una risaia di Tegallalang a Ubud, Bali.
Le risaie di Tegallalang
Un cuore di rami intrecciati con una madre e una bambina seduti nel mezzo, nelle risaie di ubud.
Una delle famose postazioni foto
Cosa vedere a Ubud e dintorni: una donna siede sul bordo di una terrazza di riso a Ubud, Bali, con le palme di sfondo.
Su una terrazza fra le palme
Ubud, le risaie di Tegallalang.
Vista di una vallata

2. Il centro di Ubud: arte, mercati e foresta sacra

Lasciatevi trascinare dall’istinto e dedicate del tempo a girare senza meta, infilandovi nelle stradine che più vi ispirano o prendendo un caffè in un warung sulle risaie. 

Il Pura Taman Saraswati 

Nel pieno centro di Ubud sorge il Pura Taman Saraswati, lo scenografico tempio dedicato alla dea della saggezza e dell’arte Dewi Saraswati, celebre per il suo specchio d’acqua ricoperto di stupendi fiori di loto. Le due enormi vasche d’acqua non hanno una funzione puramente decorativa. Nella cosmologia balinese, il loto rosa è il simbolo sacro della purezza spirituale e del distacco dalle tentazioni terrene.

Molti viaggiatori restano delusi perché il biglietto dà accesso solo alla passerella e al giardino d’acqua. Il santuario interno in pietra è infatti rigorosamente chiuso al pubblico e riservato esclusivamente ai locali indù per la preghiera.

A mio avviso, il Pura Taman Saraswati è una tappa obbligata, ma va visitato con strategia. Per evitare la calca di turisti.

La prima è arrivare la mattina presto, entro le 08:30, non appena il sito apre. La seconda è sedersi per un caffè ai tavolini della terrazza esterna dell’adiacente Starbucks (opzione più economica) oppure prenotare un tavolo nel padiglione del Lotus Café: da qui avrete una vista incantevole direttamente sulla vasca d’acqua. 

LE DANZE TRADIZIONALI LA SERA: il cortile interno del Pura Saraswati, dopo il tramonto, si trasforma in un palcoscenico illuminato eccezionale per assistere agli spettacoli di danza Legong o Kecak sotto le stelle. Per i biglietti, ogni pomeriggio, a partire dalle 16:00/17:00, troverete i promoter posizionati direttamente lungo i marciapiedi di Jalan Raya Ubud. Accettano contanti.

Cosa vedere a Ubud e dintorni. Il Pura Taman Saraswati.
Il Pura Taman Saraswati dal Lotus Cafè
I fiori di loto.
I fiori di loto sacri
Il lago dei fiori di loto del Pura Taman Saraswati, a Ubud, Bali.
Un’immagine incantevole del lago

Il Palazzo Reale di Ubud (Puri Saren Agung)

Situato esattamente all’incrocio principale del centro città, il Palazzo Reale è il cuore storico e geografico di Ubud. E’ un magnifico esempio di architettura tradizionale balinese, famoso per i suoi maestosi portali in pietra, i giardini curati e i dettagliati intagli in legno dorato.
 
La famiglia reale di Ubud vive ancora oggi all’interno delle stanze private del complesso! Per questo motivo, solo la prima corte anteriore e i giardini esterni sono aperti ai visitatori, mentre gli alloggi reali sul retro sono protetti da portoni dorati chiusi al pubblico.
 
L’accesso diurno ai giardini è totalmente libero e non richiede biglietto, il che lo rende una sosta rapidissima e piacevole di circa 15-20 minuti mentre passeggiate in centro. Io ci vado ogni tanto con le mie figlie anche solo per vedere le prove di danza delle graziose bambine locali nei padiglioni.
 
NOTE UTILI: se siete in scooter, è possibile parcheggiare nella rastrelliera proprio davanti all’ingresso, un punto comodissimo per visitare il centro. Come nel Pura Saraswati anche qui la sera ci sono spettacoli di danza tradizionale Legong accompagnate da un’orchestra Gamelan dal vivo.
 
Cosa vedere a Ubud e dintorni. Staue nel Palazzo Reale di Ubud.
I guardiani di pietra all’ingresso
Il Palazzo reale a Ubud, Bali.
Una bellissima porta intagliata
Una serie di gamelan intarsiati.
I gamelan dell’orchestra reale

La Monkey Forest: la Foresta delle Scimmie

Se c’è un posto a Ubud che testimonia in modo impressionante lo scorrere degli anni e l’evoluzione del turismo a Bali, è proprio la sua foresta sacra delle scimmie, il cui nome ufficiale è Mandala Suci Wenara Wana.

E’ stata la prima attrazione che ho visto ad Ubud nel 2010, appena scesa da uno scardinato bus ‘Pariwisata‘ e negli anni l’ho vista trasformarsi profondamente. Un tempo era un’esperienza emozionante, decisamente più selvaggia e a tratti avventurosa. Ci si addentrava tra alberi secolari e templi in cui risuonava il canto metallico e oscuro, a tratti spaventoso, della preghiera Puja Tri Sandhya

Oggi la riserva è diventata un parco turistico con oltre 1.200 macachi dalla coda lunga, ma la foresta è prima di tutto un sito religioso induista di straordinaria importanza, fondato a metà del XIV secolo. Al suo interno custodisce infatti templi di pregio come il Pura Dalem Agung Padangtegal in cui le scimmie non sono un’attrazione da circo per i turisti, ma i custodi spirituali di questo complesso sacro (il Mandala).

La foresta delle scimmie è pericolosa?

La Foresta delle Scimmie di Ubud non è pericolosa se si rispettano le regole della riserva. I macachi sono abituati alla presenza umana, ma restano animali selvatici che possono reagire se provocati. Per evitare morsi o graffi, è tassativo evitare di portare cibo o borse di plastica, non guardarli fissi negli occhi e non tentare mai di toccarli o accarezzarli. Custodite occhiali e oggetti luccicanti nello zaino ben chiuso.

Fate attenzione soprattutto se viaggiate con i bambini: a mia figlia di 3 anni, dopo un sonoro ceffone,  hanno strappato di bocca il ciucciotto, mentre era in braccio al papà, per ciucciarselo poi loro nella foresta! 

IN CASO DI GRAFFIO O MORSO: lavate subito la ferita con acqua e sapone e recatevi in una clinica medica. Assicuratevi sempre di viaggiare coperti da un’adeguata assicurazione viaggio per l’Indonesia che copra eventuali profilassi o trattamenti d’urgenza. Potete usufruire del mio sconto riservato ai lettori qui: SCONTO DEL 10% HEYMONDO 

Cosa Vedere a Ubud e dintorni: entrata nella foresta delle scimmie a Ubud, Bali.
Ingresso nella Monkey Forest
Una madre con una bambina sulle passerelle della foresta delle scimmie a Ubud, Bali.
Le passerelle nella foresta
Una scimmia con il ciucciotto in bocca.
Il macaco con il ciucciotto di Stella
Cosa Vedere a Ubud e dintorni: radici volanti su un ponte di pietra.
Le scenografiche radici volanti degli alberi centenari

Le sfarzose cerimonie di Ubud

Ogni giorno a Ubud, come in tutta l’isola, vi capiterà di assistere ad affascinanti ed autentici rituali religiosi quotidiani, quindi non perdete l’occasione di guardarvi intorno, senza andare di fretta! I templi di riferimento per le cerimonie più importanti, come la cremazione, sono il Pura Dalem Puri Peliatan e il Pura Dalem Ubud. 

Quali sono i rituali più importanti a Bali?

I rituali e le cerimonie più importanti che scandiscono la vita a Bali e Ubud sono:
 
  • I Canang Sari: le piccole offerte quotidiane in cestini di foglie di palma intrecciate, riempiti di fiori, riso e incenso, adagiati a terra davanti a case, templi e negozi.
  • Il Galungan e il Kuningan: le festività che celebrano la vittoria del bene (Dharma) sul male (Adharma).
  • Il Nyepi: il Capodanno balinese, noto come il giorno del silenzio assoluto.
  • Lo Ngaben: la solenne e spettacolare cerimonia di cremazione di massa.

Io ho avuto la fortuna di assistere a numerosi Galungan e a due sfarzose cremazioni della famiglia reale nel 2011 e nel 2023 con le mie figlie. 

Cosa vedere a Ubud e dintorni. Cestini con le offerte a Ubud, Bali.
I cestini con le offerte: i canang sari
Il periodo del Galungan.
Decorazioni nel periodo del Galungan
Cosa vedere a Ubud e dintorni. Cerimonia di cremazione a Ubud, Bali.
La cerimonia di cremazione: Ngaben

Il Pasar Seni (Mercato dell’Artigianato) e le vie dello shopping a Ubud

Se state cercando souvenir classici come le borse rotonde in rattan, abiti leggeri, acchiappasogni, sarong per i templi o piccoli oggetti in legno, il mercato centrale di Ubud, il Pasar Seni, è la tappa più famosa, ma vi dico la verità: oggi, dopo la recente ristrutturazione, a me non piace affatto.

Hanno abbattuto il vecchio mercato coperto, che con il suo charme decadente, il caos labirintico e i profumi di incenso aveva un fascino e un’atmosfera balinese indimenticabile. 

Appunti da annotare: provate a infilarvi nelle stradine laterali rispetto all’ingresso, l’atmosfera è più vivace e autentica. Naturalmente non dimenticate di contrattare il prezzo partendo dalla metà della cifra proposta dal venditore. Se poi siete mattinieri dalle 5 alle 8 di mattina questo mercato vende frutta tropicale, verdure e spezie. 

Dove fare acquisti ad Ubud oltre il mercato?

Se il mercato centrale di Ubud è perfetto per i souvenir classici, per uno shopping più ricercato, sostenibile e di qualità superiore vi consiglio di abbandonare la calca e indirizzarvi verso i negozietti del centro in Jalan Monkey Forest, Jalan Dewi Sita e Jalan Hanoman.
LA MIA CHICCA SPECIALE: in un quartiere tranquillo e decentrato, c’è un negozietto che vende tessuti realizzati interamente a mano da artigiani locali nelle varie isole dell’arcipelago, utilizzando telai tradizionali e tinture naturali estratte da piante e radici. Si chiama Tradisi Textile. Io qui ho acquistato sia tessuti sfusi da appendere o per creare cuscini che un bellissimo copriletto. 
Cosa Vedere a Ubud: il mercato con le borse in rattan.
Le classiche borsette in rattan
Una statua di Sri Ganesh al mercato di Ubud, a Bali.
Sri Ganesh protegge il mercato
Tessuti tradizionali di Bali.
I bellissimi tessuti di Tradisi Textile
Cosa vedere a Ubud e dintorni. Acchiappasogni e altra merce in mostra al mercato.
Gli acchiappasogni al mercato di Ubud

3. Templi Sacri di Ubud e Riti di Purificazione

L’area che circonda Ubud è il vero cuore pulsante della storia e della spiritualità balinese. È proprio in questo distretto che si concentrano i templi dell’acqua più suggestivi dell’isola, luoghi sacri dove i fedeli induisti e i viaggiatori si ritrovano per compiere il millenario rito di purificazione (Melukat) sotto le fonti di sorgenti millenarie.

La spiritualità balinese è indissolubilmente legata all’elemento acquatico; basti pensare che il nome originario di questo culto, prima che venisse assimilato all’induismo, era proprio Agama Tirta, ovvero “la religione dell’acqua“. Durante la visita alle sorgenti sacre potrete prendere parte in prima persona al rito del Melukat: la comunità locale accoglie con gioia i viaggiatori che desiderano condividere questa esperienza profonda, a patto che si rispettino rigorosamente le regole del tempio e la sacralità del luogo.

Cos’è il rituale di purificazione a Bali?

Il rituale di purificazione balinese (Melukat) è una cerimonia induista in cui l’acqua funge da mezzo per lavare via le energie negative, purificare corpo, mente e anima, e connettersi con gli dei. Il rito si svolge nei templi dell’acqua e consta di tre fasi principali: l’offerta agli dei, l’immersione del capo sotto la fonte sacra e la benedizione finale del sacerdote con chicchi di riso sulla fronte, simbolo di prosperità. 

IMPORTANTE: Per effettuare il rituale di purificazione è obbligatorio indossare un sarong speciale di raso e una cintura sacra, questo abbigliamento è messo a disposizione dal tempio stesso. 

Il Pura Tirta Empul

Il punto di riferimento più popolare e affollato per il rituale di purificazione, nei dintorni di Ubud, è il Pura Tirta Empul, un tempio indù fondato nel 962 d.C. vicino alla città di Tampaksiring a 20 minuti di auto dalla città. Io ho scelto di effettuare il rituale di purificazione presso un’altra sorgente, ma ho passato molte ore al Pura Tirta Empul per cogliere dei bellissimi momenti fotografici. 

Come evitare le code al Tirta Empul ed effettuare la purificazione?

Per evitare le lunghissime code al Pura Tirta Empul, applicate queste strategie fondamentali:
 
  • Arrivate tassativamente all’apertura: il tempio apre alle 7:00/8:00; entrare nelle vasche entro le 08:30 vi permetterà di trovare il sito semi deserto.
  • Scegliete il tardo pomeriggio: in alternativa, pianificate la purificazione dopo le 16:30, quando i gruppi organizzati hanno già lasciato il complesso prima della chiusura delle 18:00.
  • Ingaggiate una guida locale: le nuove regole balinesi richiedono una guida autorizzata per i non indù che fanno il Melukat: vi guiderà nella corretta sequenza delle fontane ed eviterà che utilizziate per errore i getti riservati esclusivamente ai defunti.
  • Evitate i giorni di festività lunare: non visitate il tempio durante le notti di Luna Piena (Purnama) o Luna Nuova (Tilem), a meno che non desideriate documentare le oceaniche cerimonie della comunità locale.

Su questa pagina trovate una guida approfondita passo a passo per visitare il tempio ed effettuare il rituale senza commettere errori:  COME VISITARE IL PURA TIRTA EMPUL.

Cosa Vedere a Ubud: il rituale di purificazione al Tirta Empul.
Le fonti di purificazione del Tirta Empul
Un uomo compie il rituale di purificazione.
Il rito del melukat
Visitatori in fila per il rituale di purificazione con i sarong colorati.
I sarong speciali con la cintura

Il Pura Mengening: l’alternativa senza turisti

Se l’idea della calca del Tirta Empul vi spaventa, a soli 500 metri di distanza si nasconde una fonte di purificazione che la maggior parte dei viaggiatori salta: il Pura Mengening. Risalente all’XI secolo, questo antico tempio dell’acqua è letteralmente incastonato sul fondo di una gola lussureggiante circondata dalla giungla.
 
Per raggiungerlo dovrete scendere una suggestiva scalinata di pietra ricoperta di muschio, e una volta arrivati in fondo l’effetto è quello di essere stati catapultati in un giardino segreto. Qui le sorgenti naturali e cristalline confluiscono in vasche di pietra solitarie, divise tra uomini e donne, dove il silenzio è rotto solo dal rumore dello scorrere dell’acqua e dal vento tra le foglie. 

Il Pura Taman Pecampuhan Sala: la mia esperienza straordinaria

Se siete disposti a fare un piccolo viaggio di circa 40 minuti da Ubud per vivere un rituale di purificazione autentico e totalmente immerso nella natura, in un canyon naturale con un percorso fra rocce e cascate, dovete recarvi al piccolo villaggio di Abuan. 
Qui si nasconde il Pura Taman Pecampuhan Sala, un complesso mistico sorto nel punto sacro in cui si incontrano due fiumi (Campuhan). 
 
A differenza delle vasche lineari del Tirta Empul, il rituale del Melukat qui è piuttosto intenso e impegnativo, un vero e proprio percorso guidato di un’ora e mezza attraverso la natura più selvaggia. Accompagnati dai guardiani del tempio (il sito vive interamente di donazioni libere), si scende in un canyon avvolto dalla giungla per risalire fiumi, camminare su rocce e ciottoli a piedi nudi e addentrarsi in piccole grotte.
 

Non perdete assolutamente i video di questa giornata straordinaria sul mio profilo Instagram ViaggioinIndonesia. Qui potete guardare le tre fasi del rituale nel meraviglioso Pura Pecampuhan Sala:

  1.  I PREPARATIVI AL RITUALE DI PURIFICAZIONE 
  2. COMPIO IL RITUALE DI PURIFICAZIONE PASSO A PASSO
Cosa Vedere a Ubud: il Pura Pecampuhan Sala.
Il fiume del Pura Pecampuhan Sala
Una donna con le mani giunte e un sarong rosso nel fiume del Pura Pecampuhan Sala.
Il percorso di purificazione
Una cascata del Pura Pecampuhan Sala.
Le cascate sacre

4. La Ubud Valley: cascate e santuari misteriosi nella roccia

La Valle Sacra dell’UNESCO, o Ubud Valley, è un’area ad est di Ubud ed è uno dei miei posti preferiti in assoluto. E’ qui che si trova l’essenza più profonda e misteriosa di tutta l’isola di Bali.

I suoi siti più interessanti sono Goa Gajah, il Gunung Kawi, Goa Garba, il tempio di Yeh Pulu e Tegallinggah, che condividono tutti la medesima, identica anima originaria.

Queste gole lussureggianti erano i luoghi sacri dell’animismo balinese. Gli antichi asceti e gli eremiti scavavano la roccia a mano per isolarsi nel profondo della giungla, sfruttando le sorgenti d’acqua naturali come portali per comunicare con gli spiriti della terra. 

Quando visito questi posti resto incantata dalle architetture rupestri così scarne, ruvide ed essenziali, nate dal puro sforzo umano nella roccia viva, coperte dal muschio e accarezzate dallo scorrere dell’acqua. Muoversi in questa zona significa camminare nella vera culla della civiltà balinese.

Goa Gajah e il segreto del tempio sommerso

Situato nel villaggio di Bedulu, a circa 15 minuti a sud-est di Ubud, c’è un misterioso sito archeologico dell’XI secolo famoso in tutto il mondo per l’iconico e inquietante ingresso della grotta, interamente scavato a mano nella roccia arenaria con le sembianze di un demone dalle fauci spalancate: la grotta di Goa Gajah.

In pochi lo sanno, ma il lato più bello e affascinante di questo luogo è che il complesso di Goa Gajah non si limita alla grotta, dove si ferma la maggior parte dei visitatori, ma si estende fra giardini tropicali e giungla fino al fondo di un canyon attraversato dal fiume Petanu.

Qui si trovano i resti monumentali di un antico santuario rupestre buddista risalente al IX-X secolo, letteralmente crollato nel fiume secoli fa, probabilmente a causa di un violentissimo terremoto, rimanendo parzialmente sommerso dall’acqua e divorato dalla giungla. L’ho scoperto per caso nel 2011, qui trovate il mio racconto completo su come raggiungerlo, per un’avventura alla Indiana Jones: GOA GAJAH E IL TEMPIO SOMMERSO. 

LA STRATEGIA SALVA-VISITA: la grotta vera e propria è in realtà molto piccola e angusta, nelle ore centrali della giornata si riempie all’inverosimile di turisti. Per evitare il caos, arrivate tassativamente entro le 8:30 del mattino. Se decidete di avventurarvi nel sentiero sterrato verso il canyon profondo, indossate sandali da trekking, poiché il terreno è sdrucciolevole (l’accesso potrebbe essere interdetto nel periodo delle piogge). 

Cosa Vedere a Ubud: Goa Gajah, la grotta dell'elefante.
La grotta di Goa Gajah
I giardini del sito di Gao Gajah.
I giardini che scendono nella foresta
Un canyon della Ubud Valley.
Il canyon nascosto a fondo valle

Goa Garba: l’eremo nel ventre della terra

Nascosto in questa lussureggiante valle fluviale, nel villaggio di Pejeng a 20 minuti di auto da Ubud, esiste un altro luogo dal potente fascino mistico, protetto da una foresta di alberi antichi a ridosso di un fiume sacro.

Il suo nome, sconosciuto ai più, è Goa Garba ovvero ‘la grotta del ventre’. Un luogo di raccoglimento dove si dice meditasse la figura leggendaria di Kebo lwa, il mitico gigante protettore dell’antico Regno di Pejeng.

Varcare l’antico portale di pietra di questo eremo dell’XI secolo significa fare un passo indietro nel tempo, lontano da ogni rotta turistica. Qui le architetture rupestri sono straordinariamente scarne e monolitiche: le celle di meditazione sono semplici nicchie scavate a colpi di scalpello direttamente nella parete della scogliera e il tempio primitivo Pura Pengukur-Ukuran, con i suoi grossi scalini di pietra grezza, sembra un portale magico per un altro mondo. 

IL CONSIGLIO DA LOCALE: vi consiglio di scendere la scala di ferro battuto, nascosta tra le fronde, in direzione del fiume Pakerisan per godervi un momento di pace o una sosta rigenerante. Mentre all’uscita non dimenticate di soffermarvi davanti al bellissimo ingresso del tempio adiacente.

Cosa Vedere a Ubud: Goa Garba.
Il portale del tempio di Goa Garba
Ingresso del sito di Goa Garba a Ubud.
La natura in cui è immerso il tempio
Una donna sulle sponde del fiume Pakerisan nella Ubud Valley.
Sulle sponde del fiume Pakerisan

La cascata a gradini di Kanto Lampo

La popolare cascata a gradini di Kanto Lampo è situata nel distretto di Gianyar, a breve distanza da Ubud ed ha un legame profondissimo con la Ubud Valley. La cascata non è nata da un fiume naturale aperto, ma si è formata in seguito a un evento geologico che ha deviato un canale di irrigazione.

Per arrivare alla cascata si percorre un bellissimo sentiero attraverso una vegetazione lussureggiante. All’interno dello stesso complesso della cascata si trova anche una piccola grotta naturale, la Tan Hana Cave, venuta alla luce solo di recente, a seguito di una frana sulla parete rocciosa che ne ha rivelato l’apertura nascosta.

Con il tempo la cascata di Kanto Lampo è diventata uno dei luoghi più iconici e fotografati di Bali. Nelle ore centrali della giornata, durante l’alta stagione, si riempie a tal punto da creare code da 1 a 2 ore solo per scattare una foto sui gradoni vulcanici.

PER EVITARE LA FOLLA: visitate la cascata la mattina presto dalle 6:30 alle 8:30, questa è in assoluto la scelta migliore. Spostate la visita sui giorni feriali (da lunedì a giovedì) e considerate di viaggiare nei mesi di transizione come maggio e novembre (tempo permettendo). Io l’ho visitata proprio nel mese di novembre.

Il sentiero muscoso per Kanto Lampo.
Il sentiero per la cascata di Kanto Lampo
Ingresso del sito di Goa Garba a Ubud.
La scenografca cascata a gradini lavici
Un segnale che indica la grotta di Tan Hana.
Indicazioni per la grotta di Tan Hana

Il Gunung Kawi, la maestosa montagna scolpita

Gunung Kawi significa letteralmente “Montagna scolpita” è uno dei monumenti archeologici e spirituali più antichi e maestosi di Bali, risalente all’XI secolo. Per raggiungerlo occorre scendere una suggestiva e ripida scalinata di oltre 300 gradini di pietra ricoperti di muschio. Una volta arrivati in fondo, ci si ritrova immersi in un’atmosfera ancestrale e solenne, al cospetto di 10 colossali Candi (santuari funerari) alti 7 metri, interamente scavati a mano nelle scogliere di roccia viva, affiancati da silenziose celle e grotte dove gli antichi monaci e asceti si ritiravano in totale isolamento per meditare.
 
LA TRAPPOLA: scendere è una passeggiata scenografica tra le risaie, ma risalire sotto il sole tropicale e l’umidità della giungla a fine giornata è un vero massacro cardio. Nel 2026, molti viaggiatori impreparati si pentono di non aver portato abbastanza acqua o di aver indossato scarpe inadeguate. Quindi mi raccomando: scendete preparati. Io l’ho fatto nel 2011 e tanto mi è bastato! 
 

NOTA UTILE: per visitare il Gunung Kawi occorre indossare il sarong. Lungo la strada troverete diverse bancarelle che ve lo propongono in vendita, passate oltre perchè il noleggio è già incluso nel prezzo del biglietto.

5. Spa, massaggi e musei: cosa fare a Ubud quando piove

Le ore di pioggia diventano il pretesto perfetto per alternare il relax delle spa alla scoperta dei musei e delle gallerie d’arte locali.
 
Parto dalle magnifiche spa, il posto dove mi sento davvero coccolata: una vera passione dal 2011, quando decisi di provarne una al giorno! I massaggi balinesi (attenti alla pressione che a volte è micidiale), la riflessologia plantare e i trattamenti total body hanno ottimi prezzi e per me sono anche il modo migliore di chiudere una giornata di cammino.

I massaggi tradizionali e il bagno nei fiori

Il re indiscusso dei rituali del benessere a Bali è il celebre Mandi Lulur. Secoli fa era il trattamento di bellezza riservato esclusivamente alle principesse delle corti reali di Java.
 
Il Mandi Lulur oggi è alla portata di tutti e consiste in uno scrub-massaggio effettuato con una miscela profumata di yogurt, polvere di riso e curcuma e un successivo bagno caldo in un tappeto di fiori colorati. Secondo la medicina tradizionale, il lulur è una vera e propria pratica curativa, capace di prevenire i malanni di stagione e riaccendere l’energia vitale. Uscirete dalla Spa fluttuando su una nuvola!
Cosa fare a Ubud quando piove? Una donna immersa in una vasca di fiori a Bali.
Mi rilasso con un bagno nei fiori
Cosa fare a Ubud quando piove? Petali di fiori in una vasca.
Un tappeto di petali colorati
Cosa fare a Ubud quando piove? Una tisana e della frutta a pezzi sul bordo di una vasca di pietra a Ubud, Bali.
Tisana depurativa e frutta tropicale

Dove fare i migliori massaggi tradizionali a Ubud?

Se cercate un’esperienza di benessere autentica a Ubud, vi consiglio di prenotare con anticipo uno di questi centri:
 
  • Jaens Spa: una garanzia assoluta in città per i massaggi tradizionali balinesi, famosa per la professionalità dei terapisti e l’atmosfera rilassante.
  • Parina Spa: un’oasi di pace ideale per staccare dal caos del centro e rigenerarsi con trattamenti corpo mirati e scrub naturali.
  • Kavery Spa (The Udaya Resort): la scelta perfetta se sognate il famosissimo bagno di fiori totale in una cornice tropicale di lusso e assoluta eleganza.
Io ho fatto recentemente il mandi lulur al Karsa Spa, ma ho trovato l’afflusso di gente e di prenotazioni eccessivo. L’esperienza potrebbe quindi essere rovinata dalla fretta del personale. Per questo motivo, nonostante la sua popolarità, non sento di consigliarvelo come prima scelta. 

Visitare musei e gallerie d’arte di Ubud

Ubud offre infinite opportunità per scoprire la storia dell’arte balinese nei giorni piovosi, senza noia ma in modo divertente e appassionante; ho speso diverso tempo in città e molte mattine nella pace di queste gallerie e l’ARMA resta in assoluto il mio museo preferito per la sua atmosfera sofisticata e solenne.

Quali sono i migliori musei da vedere a Ubud

  • Agung Rai Museum of Art (ARMA): uno spazio solenne e immerso nella calma, famoso per i suoi dipinti tradizionali, i workshop culturali e gli spettacoli di danza dal vivo.
  • Museo Puri Lukisan: il più antico museo d’arte moderna di Bali, specializzato in pittura e scultura su legno della scuola di Ubud, inserito in uno splendido giardino tropicale.
  • Blanco Renaissance Museum: l’eccentrica residenza e atelier dell’artista spagnolo Antonio Blanco, ricca di cimeli, opere d’arte provocatorie e giardini popolati da pappagalli.
  • Setia Darma House of Masks & Puppets: situato nel vicino villaggio di Tegal Bingin, custodisce una straordinaria collezione di maschere e burattini tradizionali provenienti da tutta l’Indonesia.
Cosa fare a Ubud quando piove? ingresso del Museo Antonio Blanco.
Salita verso il Museo Antonio Blanco
Cosa vedere a Ubud e dintorni quando piove: il giardino del museo di Antonio Blanco.
Il giardino del museo
I pappagalli del giardino del museo di Antonio Blanco a Ubud, Bali.
Gli uccelli esotici nel giardino

Visitare Ubud oggi: la mia opinione dal 2010 

La mia camera sulla Monkey Forest

Ho vissuto a Ubud per un certo periodo, alloggiando in una camera  in affitto a ridosso della Monkey Forest, presso una famiglia locale.

La mia sveglia mattutina erano un piccolo gallo dalla voce stridula e un tagliente fascio di luce bianca, che filtrava dalla densa vegetazione tropicale. Ancora adesso, dopo diversi anni, quando sono a Bali, non posso evitare di tornarci per immergermi anche un solo istante nel riflesso verde delle sue risaie.

Ricordo ancora chiaramente la prima volta che ci ho messo piede: era il 2010 e Ubud era già una cittadina turistica ma conservava un’atmosfera lenta e molto tranquilla. Nessuno poteva immaginare che di lì a poco, sarebbe avvenuta una veloce trasformazione. 

Una ragazza passeggia in un vialetto di Ubud a piedi nudi.
L’homestay in cui ho vissuto nel 2011
Una coppia siede a un tavolo per colazione a Ubud in un homestay.
Le colazioni con il mio attuale marito
Una stradina di Ubud nel verde.
Una stradina di Ubud all’epoca

Il warung senza una parete

All’epoca, sono scesa da uno scardinato bus ‘pariwisata’, dopo aver fissato per tutto il viaggio la ciondolante offerta votiva appesa sullo specchietto del vetro anteriore e mi sono diretta in un warung per pianificare la visita alla città.

Non avevo molte idee su cosa avrei trovato, men che meno avevo mai visto foto o immagini di questa città, avevo solo letto la breve descrizione di una vecchia guida Lonely Planet.

Entrata in quel warung, vicino alla Monkey Forest, ho realizzato con meraviglia che mancava letteralmente la parete del fondo. Era stata rimossa per aprire la visuale su un campo di riso che, in quel momento, era inondato dall’ abbagliante luce del giorno. Questa è stata la mia prima immagine di Ubud. 

Ubud a Bali. Un warung aperto sui campi di riso.
Il warung senza una parete

L’incantesimo che sopravvive al tempo

Molte cose sono cambiate da allora: Ubud è diventata meta di turismo internazionale, le sue strade si sono riempite di visitatori, escursionisti, artisti, scrittori, individui eccentrici, nomadi digitali e anime in cerca di quel “qualcosa” capace di cambiare la vita.

La città e i suoi dintorni sono diventati una meta imperdibile per chi visita Bali. Come spesso accade, però, questo sviluppo rapido e non pianificato ha portato diversi risvolti negativi, fra cui inquinamento, traffico e difficile gestione dei rifiuti.

I grandi pullman si infilano a sforzo nelle stradine della città e i bidoni dei rifiuti diventano un’esca golosa per le scimmie in libertà.

Fortunatamente la spiritualità e la struttura sociale di questa cittadina resistono nel tempo e anche in questo caos turbolento, è facile scorgere dietro l’angolo le piccole processioni rituali, i deliziosi cestini con le offerte di fiori, il profumo dell’incenso, il suono metallico e ipnotico di un gamelan in un cortile. E l’incantesimo è pronto a nascere di nuovo.

Un posto da attraversare

Ubud non è perfetta, e forse è proprio questo a renderla così magnetica. Tra il traffico caotico e l’odore dell’incenso, tra il rumore dei motorini e la quiete dei templi, resta un luogo che ti sfugge e ti attrae allo stesso tempo. Più che da visitare, è un posto da attraversare!

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Benvenuti!

Mi chiamo Simona e viaggio in Indonesia dal 2010. Ho vissuto nelle isole di Bali e  Java. 

Sono una designer, appassionata di fotografia e buon cibo. Una delle cose che amo di più durante i miei viaggi è esplorare luoghi fuori dal sentiero battuto e immergermi nella cultura locale. 

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8 Comments

  1. Antonella
    15/06/2019 @ 19:12

    Ciao Simona,
    Prima di tutto vorrei farti i complimenti, sia questo sito che la pagina fb che hai creato sono strumenti utilissimi per chi vuole visitare l’indonesia, specialmente se è la prima volta come per me! E mi piace molto cone racconti la tua esperienza e come dai consigli per tutti i gusti!
    Partirò da sola per Bali il 9luglio e trascorrerò lì 3 settimane. La prima parte del viaggio si concentrerà su Ubud perché farò uno yoga retreat di 1 settimana, rimango pero’ a Ubud 11 giorni per avere tempo di girarla un po’ e, seguendo il tuo consiglio, farò gite da lì per visitare la parte est dell’isola. L’ultima parte del viaggio (4giorni) sarà all’insegna del relax a Canggu con qualche gita qua e là, ma ho qualche difficoltà a organizzarmi bene la parte centrale del viaggio (4giorni). Vorrei infatti passare da Lovina e pemuteran (x gita a Menjangan), ma non vorrei affrontare spostamenti lunghissimi per non perdere giornate di viaggio.
    Ti dico quello che pensavo di fare, mi daresti qualche consiglio per capire come organizzare al meglio questa parte e se sto sbagliando qualcosa?
    Da ubud vorrei arrivare a nord passando per Ulun Danu, Lago Bratan e cascate Git git (dove mi consigli di pernottare?pensavo a Lovina, dove tornerei anche la notte del giorno successivo dopo aver visitato il tempio buddista Banjar e le risaie di Munduk). Giorno successivo nuotata con delfini a Lovina e trasferimento a permuteran (e mi sembra di sprecare il tempo del viaggio nel pomeriggio). Giorno successivo gita a menjangan. Secondo te, dopo la giornata di snorkeling, è preferibile pernottare ancora a Permuteran o spostarmi direttamente a Canggu? Nel caso rimanessi a Permuteran, il giorno successivo nel tragitto fino a Canggu cosa mi consigli di visitare? Il viaggio mi sembra molto lungo e vorrei intervallarlo.
    Scusa il commento kilometrico ma sono in una fase di stallo e mi devo sbrigare a prenotare tutti i pernotti!
    Grazie infinite!!!
    A presto,
    Antonella

    Reply

    • Simona Warnerin
      16/06/2019 @ 13:55

      Ciao, Antonella e grazie mille per i complimenti! 🙂 L’itinerario da Ubud a Lovina va benissimo. I tour fra i delfini si fanno all’alba e Pemuteran è molto vicina a Lovina, quindi una volta arrivata avresti il tempo di dedicare un paio di ore allo snorkeling a Pemuteran Bay.

      Dopo l’escursione a Menjangan ti consiglio una pausa relax a Pemuteran, ci sono anche delle collinette con bellissimi paesaggi e il Parco Nazionale di Bali Barat lì vicino. Quindi partenza la mattina dopo per Canggu.

      Da Pemuteran a Canggu ti suggerisco questi stop intermedi: risaie di Jatiluwih, Pura Taman Ayun e per finire il Tempio di Tanah Lot verso il tramonto (dalle ore 17)! Se hai altri dubbi, chiedi pure! 🙂

      Reply

  2. Antonella
    21/06/2019 @ 23:02

    Ciao Simona, rieccomi 😊 ho bisogno del consiglio dell’esperta: mi conviene pernottare a nord 4 notti (come da itinerario sopra), o secondo te posso organizzare gite in giornata stando a sud? Non so se la barriera corallina merita più a nord (menjangan) o a sud (muda lembongan e penida) e sto cercando di organizzare il viaggio in modo da non pernottare in tanti posti diversi. Ho anche il dubbio che la gita per i delfini sia molto commerciale e ne valga poco la pena…
    Grazie mille!

    Reply

    • Simona Warnerin
      22/06/2019 @ 12:37

      Ciao Antonella! 🤓 Dunque, la gita in barca con i delfini è un’attività decisamente turistica e per me un pò al limite per il fatto che è molto invadente nei confronti degli animali. Tuttavia molte persone la trovano una bella esperienza. L’area di Menjangan è molto a ovest di Bali e non è possibile nè consigliabile fare escursioni in giornata dal sud. Qui la barriera corallina è una delle più belle di Bali. Per farti un’idea ti consiglio di leggere il mio articolo su immersioni e snorkeling: https://viaggioinindonesia.com/snorkeling-e-immersioni-a-bali/

      Reply

  3. Francesco
    07/09/2019 @ 14:16

    Ciao Simona, complimenti per l’articolo molto interessante.
    Attualmente vivo 6 anni in spagna, sono un nomade digitale. Ho sentito parlare molto dell’Indonesia e della magnifica Ubud con i suoi coworking immersi nel verde: Questo mi porta a volerla vivere per qualche mese!
    E’ possibile avere informazioni? Posso avere un e-mail di contatto?

    Grazie,
    Francesco

    Reply

    • Simona Warnerin
      07/09/2019 @ 18:00

      Ciao Francesco! Si, Ubud è perfetta per i nomadi digitali e ti segnalo anche Canggu. Nella sezione ‘Info Pratiche’, nell’articolo dedicato a Telefonia e Internet troverai degli indirizzi utili di spazi per co-working! 🙂 Se starai oltre 30 giorni, ti consiglio di dare un’occhiata anche all’articolo sui Visti per l’Indonesia!

      Reply

  4. elisa
    07/03/2025 @ 11:50

    ciao :)) secondo te andare a Bali e isole le ultime due settimane di settembre è una buona scelta o è molto vicino al periodo delle pioggie e quindi rischioso? grazie mille se risponderai <3 Elisa

    Reply

    • Simona Warnerin
      08/03/2025 @ 18:08

      Ciao Elisa, è ancora un buon periodo, con un ottimo clima e meno turismo!

      Reply

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