IL DISTRETTO DI UBUD

Gianyar, il cuore dell’isola

I campi di riso circondati dalla giungla
I campi di riso circondati dalla giungla

Ho vissuto a Ubud per un certo periodo, alloggiando in una camera  in affitto a ridosso della Monkey Forest, presso una famiglia locale. La mia sveglia mattutina erano un piccolo gallo dalla voce stridula e un tagliente fascio di luce bianca, che filtrava dalla densa vegetazione tropicale. Ancora adesso, dopo diversi anni, quando sono a Bali, non posso evitare di tornarci per immergermi anche un solo istante nel riflesso verde delle sue risaie. Ricordo ancora chiaramente la prima volta che ci ho messo piede: era il 2010 e Ubud era già una cittadina turistica ma conservava un’atmosfera lenta e molto tranquilla. Nessuno poteva immaginare che di lì a poco, sarebbe avvenuta una veloce trasformazione

All’epoca, sono scesa da uno scardinato bus ‘pariwisata’, dopo aver fissato per tutto il viaggio, la ciondolante offerta votiva appesa sullo specchietto del vetro anteriore e mi sono diretta in un warung per pianificare la visita alla città. Non avevo molte idee su cosa avrei trovato, men che meno avevo mai visto foto o immagini di questa città, avevo solo letto la breve descrizione di una vecchia guida Lonely Planet. Entrata in quel warung, vicino alla Monkey Forest, ho realizzato con meraviglia che mancava letteralmente la parete del fondo. Era stata rimossa per aprire la visuale su un campo di riso che, in quel momento, era inondato dall’ abbagliante luce del giorno. Questa è stata la mia prima immagine di Ubud. 

Il warung senza una parete
Il warung senza una parete

Molte cose sono cambiate da allora: Ubud è diventata meta di turismo internazionale, le sue strade si sono riempite di visitatori, escursionisti, artisti, scrittori, individui eccentrici e persone alla ricerca di qualcosa. La città e i suoi dintorni sono diventati una meta imperdibile per chi visita Bali. Come spesso accade, però, questo sviluppo rapido e non pianificato ha portato diversi risvolti negativi, fra cui inquinamento, traffico e difficile gestione dei rifiuti. I grandi pullman si infilano a sforzo nelle stradine della città e i bidoni dei rifiuti diventano un’esca golosa per le scimmie in libertà. Fortunatamente la spiritualità e la struttura sociale di questa cittadina resistono nel tempo e anche in questo caos turbolento, è facile scorgere dietro l’angolo le piccole processioni rituali, i deliziosi cestini con le offerte di fiori, il profumo dell’incenso, il suono metallico e ipnotico di un gamelan suonato in un cortile. E l’incantesimo è pronto a nascere di nuovo.

VEDERE E FARE A UBUD E DINTORNI

 

1. GIRARE LA CITTA’ DI UBUD

La cittadina di Ubud può essere tranquillamente percorsa a piedi. Nei periodi di alta stagione, la folla e la fila incessante di macchine nelle sue vie principali possono dare un po’ di fastidio, ma ci sono anche stradine e aree appartate e silenziose. Le famiglie con bambini molti piccoli, è bene che tengano presente che i marciapiedi non si prestano all’uso di passeggini, perché stretti, con mattonelle precarie e in alcuni periodi colmi di persone. Vi consiglio quindi di portare i bambini nel marsupio o nella fascia.

I luoghi interessanti da visitare non mancano, dalle passeggiate nella giungla della Monkey Forest, all’ Ubud Palace, un esempio ben conservato di architettura balinese, al tempio Pura Taman Saraswati, con il suo splendido laghetto di fiori di loto, fino al caotico mercato tradizionale, dove acquistare frutta, verdura, borsette di paglia, cappelli di palma intrecciata e mille altri accessori. Lasciatevi trascinare dall’istinto e dedicate del tempo a girare senza meta, infilandovi nelle stradine che più vi ispirano o prendendo un caffè in un warung sulle risaie. 

Incontri nella Monkey Forest
Incontri nella Monkey Forest
Il Pura Taman Saraswati
Il Pura Taman Saraswati

2. SOGGIORNARE IN UN HOMESTAY

L’alloggio in famiglia è una forma popolare di ospitalità a Ubud ed è infatti questa la soluzione che ho scelto per il mio periodo di un mese a Ubud. Soggiornare in un homestay è un bellissimo modo per entrare in contatto con la gente locale, spendere davvero poco ed essere in un contesto familiare.
È possibile affittare la propria stanza anche per un lungo periodo, contrattando il prezzo mensile, che spesso include anche una squisita colazione, a base di banana pancake e frutta fresca. Io ho vissuto un mese in un homestay a ridosso della Monkey Forest, pagando circa 8 $ al giorno, con colazione inclusa e possibilità di cenare sul posto con prezzi irrosori. I classici homestay hanno un giardinetto comune con altare indù e fontana, all’interno del giardino ci sono poi diverse villette a due piani con una o due stanze, bagno privato e veranda con tavolino e poltrone. 

Se preferite invece orientarvi verso altre sistemazioni, qui avrete l’imbarazzo della scelta, Ubud offre di tutto e con un ottimo rapporto qualità-prezzo, dagli ostelli per backpackers, ai bungalow a palafitta, alle villette private, agli hotel per famiglie e ai resort di lusso con piscina a sfioro.

Il classico homestay in stile balinese
Il classico homestay in stile balinese

3. PERCORRERE SENTIERI PANORAMICI

Ci sono svariati percorsi e splendide passeggiate da fare nei dintorni di Ubud, i primi tre itinerari che vi consiglio possono essere fatti senza nessuna guida e sono testati da me personalmente, centimetro per centimetro. Cogliete l’occasione, durante le vostre passeggiate, per fermarvi a chiacchierare con i locali, osservare i contadini all’opera, le donne con le classiche ceste ricolme sulla testa, i pittori locali nei loro piccoli atelier. Gustatevi una pausa in un warung con un buon lassi alla frutta fresca, comprate un cocco fresco in una bancarella, volendo fermatevi anche per un massaggio in una delle piccole spa…insomma prendetevela comoda ed entrate in contatto con la vita locale!

  • Campuhan Ridge Walk, è uno dei percorsi più famosi, un trekking molto leggero di 30 minuti che segue la gola del fiume Tchampuan e vi permetterà di esplorare bellissimi campi di riso attraverso villaggi e foreste, offrendo una scenografica vista dalle colline sacre del Bukit Campuhan. Il punto di partenza è un po’ nascosto ed è vicino al Warwick Ibah Luxury Villas and Spa.
  • Kajeng Walk, un’altra passeggiata molto bella è quella che vi porterà nelle risaie raggiungibili da Jalan Kajeng. Io vi consiglio di andarci prima del tramonto, per abbandonarvi alla bellezza della luce arancio che inonda il verde dei campi, come in una valle dell’Eden. Per rilassarvi e contemplare il panorama, potete fermarvi in diversi warung, come lo Sweet Orange o il Sari Organik.
  • Penestenan Walk, una passeggiata di mezzora per un paio di chilometri, nel villaggio di Penestenan. Si accede dalla salita di fianco al Blanco Renaissance Museum in Jalan Penestenan e si prosegue seguendo la strada asfaltata finchè si arriva al Sayan Terrace Resort. Da una stradina sterrata, nascosta qui vicino, potrete accedere a una vista mozzafiato della Sungai Ayung Valley o Valle del Sayan. Non ci sono marciapiedi quindi fate attenzione a scooter ed automobili.
    Un altro dei percorsi molto belli da fare all’interno della giungla, è l’Ayung River Valley Trek, scendendo nella valle del Sayan fino al fiume Ayung. Per questo percorso vi consiglio però di affidarvi a una guida locale. Ci sono proprietà private lungo il percorso e può capitare di vedersi sbarrare gli accessi ad alcuni sentieri e avere richieste di soldi extra per poter passare.
    In generale, per tutti i percorsi, meglio non abbandonare i sentieri battuti inoltrandosi a caso, soprattutto per la presenza di cani randagi e cani da guardia che potrebbero risultare aggressivi.
Alcuni dei sentieri da percorrere a piedi
Alcuni dei sentieri da percorrere a piedi

4. VISITARE MUSEI E GALLERIE D’ARTE

Ubud offre molte opportunità per scoprire la storia dell’arte balinese, ho speso diverso tempo a Ubud e molte mattine nella pace dei musei.

L’ Agung Rai Museum of Art (ARMA), forse il mio museo preferito, con la sua atmosfera lenta e solenne. Non perdetevelo, qui potete prenotare anche performance di danza balinese e diversi workshop.

Il Blanco Renaissance Museum, è il museo dell’artista di origini spagnole Antonio Blanco, trasferitosi a vivere a Bali nel 52. Un museo bellissimo, pieno di nostalgia e ricordi, immerso in un lussureggiante giardino con pappagalli colorati e orchidee. Lo trovate in Jalan Raya Penestanan, dopo una piccola salita 

I deliziosi Museo Puri Lukisan e Neka Art Museum offrono una panoramica di vari artisti balinesi (pittura e scultura su legno) entrambi in una rilassante cornice di vegetazione tropicale.

E infine, il museo del vicino villaggio di Tegal Bingin, il Setia Darma House of Masks & Puppets, con una collezione di maschere e burattini provenienti da tutto il mondo. Una visita adatta anche per i bambini, l’ingresso è gratuito.

Il Museo di Antonio Blanco
Il Museo di Antonio Blanco

5. ESPLORARE I SITI ARCHEOLOGICI

Due sono i siti archeologici più famosi nei dintorni di Ubud. La misteriosa area di Goa Gajah a Bedulu, immersa nella foresta tropicale e il maestoso complesso funerario del XI secolo, il Gunung Kawi, a Tampaksiring, a cui si accede dopo una discesa di mille scalini. Entrambi i siti sono raggiungibili in scooter o auto e offrono l’occasione di fare passeggiate a piedi, in special modo Goa Gajah, che ha un percorso nascosto che scende nella giungla fino a un misterioso tempio subacqueo..

Il sito archeologico del  IX secolo di Goa Gajah
Il sito archeologico del IX secolo di Goa Gajah

6. PURIFICARSI ALLE SORGENTI SACRE

Pura Tirta Empul, ovvero il tempio della sorgente sacra, è situato vicino alla città di Tampaksiring e può essere unito facilmente alla visita del Gunung Kawi. La gente del luogo si reca in questo tempio indù, fondato nel 962 a.C., per immergersi e purificarsi nelle acque che sgorgano nelle vasche di pietra del suo giardino. Chiunque lo desideri può partecipare a questo bagno rituale, indossando un sarong in segno di rispetto.

Se avete remore sulla qualità dell’acqua potete partecipare solo simbolicamente o osservare i locali mentre compiono il rito.

Le sorgenti di Pura Tirta Empul (foto © Sybren Stüvel e Francois Sorrentino)
Le sorgenti di Pura Tirta Empul (foto © Sybren Stüvel e Francois Sorrentino)

7. FARE RAFTING NEL FIUME AYUNG

Se amate il rafting, un’esperienza da non perdere a Bali è la discesa nel fiume Ayung! Un’attività adatta anche ai principianti, a solo un’ora di auto da Ubud. Ci sono diverse compagnie che gestiscono il rafting con prezzi che partono da circa 20 euro e che forniscono incluso nel prezzo tutto l’equipaggiamento necessario. Una volta arrivati in loco, si scende per circa 1 km nella fitta vegetazione, compiendo 400 scalini, per raggiungere le sponde del fiume dove è pronto il gommone con l’istruttore. Dopo un’ora il gommone si ferma per una pausa: chi vuole può tuffarsi nelle acque del fiume per fare un bagno, contemplare le cascate e la natura e gustarsi uno snack o una birra. Poi si riprende per un’altra ora. Il tempo di riposarsi per riaffrontare la salita con tutti i suoi gradini!

8. DELIZIARE IL PALATO

Non so proprio da dove iniziare per descrivervi la scelta di cibo che troverete a Ubud! Dagli squisiti piatti della cucina locale, alle specialità di chef rinomati a livello internazionale. Il tutto unito a una selezione di ristoranti vegani, vegetariani, con menù detox e piatti senza glutine.

Da non perdere il piatto tradizionale a base di maiale speziato: il Babi Guling e la squisita bevanda allo yogurt e frutta fresca: il papaya lassi.

Il papaya lassi del Sari Organik e i lumpia vegani del Taksu Yoga
Il papaya lassi del Sari Organik e i lumpia vegani del Taksu Yoga

9. PASSEGGIARE NELLE RISAIE A TERRAZZE

Nel villaggio di Tegalalang a circa 25 minuti di auto dal centro di Ubud, c’è l’angolo color smeraldo delle risaie a terrazze dove i visitatori possono scendere e camminare attraverso i campi. Il panorama è molto bello e si presta a magnifiche fotografie anche grazie alle installazioni di legno e bambù create dai locali. Ci si arriva in scooter o auto, andando verso il nord. Una volta arrivati, troverete un’area adibita a parcheggio oltre a  diverse bancarelle e warung. Nei periodi di alta stagione, questo sito è piuttosto affollato e preso d’assalto dagli amanti di Instagram, vi consiglio quindi di raggiungerlo di mattina presto. 

Le risaie a terrazze
Le risaie a terrazze

10. ASSISTERE A UNA PERFORMANCE TRADIZIONALE

Potreste trascorrere settimane a Ubud e assistere a spettacoli diversi ogni sera, dalle danze tradizionali alle esibizioni di musica gamelan, fino al teatro delle ombre con i suoi wayang, i burattini in pelle di bufalo. Dagli inizi del 1900, infatti, i più talentuosi ballerini e insegnanti di danza sono stati attratti da Ubud per intrattenere la famiglia reale di Ubud.

Molte delle esibizioni si svolgono nei cortili di luoghi suggestivi, come i templi e palazzi intorno a Ubud. Se volete vedere il meglio, vi conviene chiedere direttamente all’ Ufficio Informazioni Turistiche in centro città, poiché il calendario degli spettacoli cambia di volta in volta. Volendo potete affidarvi anche a uno dei tanti venditori che vi offriranno un volantino per le strade della città.
Vi segnalo alcuni nomi: la compagnia Panca Arta per la Barong / Legong e Paradise Dance all’ Ubud Palace, la Krama Desa Sambahan per la Kecak e Fire Dance al Pura Puseh, Oka Kartini per il teatro delle ombre e il gruppo femminile Chandra Wati per il concerto di gamelan presso il Pura Taman Saraswati.

Di solito gli spettacoli si tengono la sera intorno alle 19,30 e il biglietto è sulle Rp.100.000.

Se volete spostarvi fuori Ubud, c’è il villaggio di Batubulan dove è possibile assistere a molti tipi di danze tradizionali, come la danza Barong, Kecak, Fire & Trance Dance e alla bellissima danza Legong.

Bambine che provano passi di danza e l'orchestra di Ubud
Bambine che provano passi di danza e l’orchestra di Ubud

11. PARTECIPARE ALLE CERIMONIE LOCALI

Ogni giorno a Ubud, come in tutta l’isola, vi capiterà di assistere a piccoli rituali religiosi quotidiani, quindi non perdete l’occasione di guardarvi intorno, senza andare di fretta! Da generazioni e senza sosta, i balinesi compongono i canang sari: le loro piccole offerte in cestini di palma intrecciati che adagiano fra i rivoli di incenso, ai piedi dei templi, delle abitazioni e delle attività commerciali, completando il rito con gesti e preghiere.

Se sarete fortunati o vi tratterrete a lungo a Ubud, avrete la possibilità di assistere anche ad altre cerimonie tradizionali. Io sono riuscita ad assistere a diverse celebrazioni indù nel tempio della Monkey Forest e nel 2011  ai preparativi e alla successiva funzione della cremazione della regina.

Altre cerimonie spettacolari, con sfilate ricche e colorate sono il Galungan e il Kuningan, quando gli indu balinesi commemorano la leggendaria battaglia del bene contro il male, quest’ultime hanno date stabilite con grande anticipo e volendo si possono includere nell’itinerario di viaggio per tempo. Un’altra cerimonia speciale è quella che precede il Nyepi, il giorno del silenzio: l’inizio del nuovo anno nel calendario Saka balinese. 

I preparativi per la cremazione della regina durano circa 1 mese
I preparativi per la cremazione della regina durano circa 1 mese

12. CONCEDERSI UN MASSAGGIO DA FAVOLA

Ve ne accorgerete subito, la città di Ubud offre infinite possibilità per chi abbraccia uno stile di vita naturale volto al benessere psicofisico, dal cibo biologico e vegano, allo yoga, ai massaggi tradizionali, ai prodotti di erboristeria e le piante curative della medicina tradizionale ‘jamu’.

Se praticate yoga, qui avrete l’imbarazzo della scelta per le numerose scuole che offrono corsi in ambienti suggestivi, provate la Ubud Yoga House, fra i campi di riso in Jl. Subak Sokwayah.

Lo stesso vale per i massaggi, ad un prezzo irrisorio qui potrete fare sedute di riflessologia plantare, massaggi tradizionali, trattamenti per il corpo come il famoso “mandi lulur” di Bali, uno scrub alla curcuma con successivo bagno di fiori. Due posti per me speciali sono la Tjampuhan Spa, dove è possibile fare i massaggi in riva a un ruscello e la Bali Botanica Spa, con il suo caleidoscopico bagno floreale.

Vista l’ampia proposta, siate sempre attenti a scegliere luoghi e prodotti autentici e di qualità.

Il mandi lulur della spa Bali Botanica (foto © Bali Botanica Day Spa)
Il mandi lulur della spa Bali Botanica (foto © Bali Botanica Day Spa)

13. AVVENTURARSI FRA LE CASCATE

Provate a uscire dalla città per esplorare le cascate! A mezzora d’auto da Ubud ci sono le cascate di Tegenungan e a salire verso est quelle di Kanto Lampo e Tibumana. Queste cascate offrono la possibilità di bagnarsi e di fare bellissime fotografie. E’ consigliato visitarle di prima mattina per ascoltare lo scrosciare dell’acqua nel silenzio.

14. FARE UN’ESCURSIONE IN BICICLETTA

Un bel modo di trascorrere una mattinata a Ubud e dintorni è quello di partecipare a un tour su due ruote. Qui avrete una vasta scelta di escursioni in bicicletta, che vi permetteranno di vedere i bellissimi panorami dell’entroterra, i templi e i campi di riso in maniera divertente e dinamica. Alcuni tour propongono anche percorsi su biciclette elettriche, per chi vuole fare un’attività meno impegnativa a livello fisico o portare con sé i bambini. I tour si concludono con un pranzo.

I tour più popolari sono quelli gestiti dal Jegeg Bali Cycling, E-Bikes Bali, con biciclette elettriche e Green Bike Tour, con pacchetti combinati anche per il rafting.

Percorsi in bicicletta nei dintorni di ubud (foto © Ebikes Bali)
Percorsi in bicicletta nei dintorni di ubud (foto © Ebikes Bali)

15. ISCRIVERSI A UN WORKSHOP

Se avete manualità o vi piace fare attività creative, potete partecipare a workshop o a un corso fra i tanti proposti. Ci sono corsi di cucina indonesiana al Paon Bali Cooking Class, oppure di intaglio su legno nel villaggio vicino di Desa Mas, di pittura batik da I Nyoman Warta Batik Class, di lavorazione dell’argento a Prapen o allo Studio Perak a Ubud e in alcuni posti, come il Cantika Spa, è possibile fare dei workshop mirati alla creazione dei propri cosmetici con prodotti naturali.

Un workshop di cucina (foto © Paon Cooking Class)
Un workshop di cucina (foto © Paon Cooking Class)

16. CURIOSARE NEL SUKAWATI MARKET

Dipinti, batik, tessuti tradizionali fatti a mano, parei, aquiloni, statue in legno, articoli cerimoniali balinesi, curiosità di artigianato e accessori di ogni tipo, il Pasar Seni Sukawati, ovvero il mercato dell’arte di Sukawati, offre questo e molto altro. Per chi vuole dedicare qualche ora allo shopping locale. Ovviamente ogni acquisto va oculatamente contrattato. Una buona regola per fare la vostra controfferta è partire dalla metà del prezzo proposto dal venditore che è probabilmente il costo di produzione effettivo dell’articolo stesso. Il mercato è raggiungibile in scooter o auto.

Il Pasar Seni Sukawati si trova sulla strada principale di Gianyar, in Jalan Raya Sukawati.

Tessuti ikat e borse intrecciate fra gli oggetti da acquistare al Sukawati (foto © Bruno Kvot)
Tessuti ikat e borse intrecciate fra gli oggetti da acquistare al Sukawati (foto © Bruno Kvot)

17. ANDARE IN ALTALENA SULLA FORESTA

Un suggerimento per chi ama farsi scattare foto di grande impatto visivo e provare un brivido adrenalinico: le Bali Swing! Tre altalene poste a 5, 15 o 20 metri di altezza per volare letteralmente su una foresta di palme! Per uno scatto perfetto vi consiglio di prenotare in anticipo e recarvi sul posto entro le 9 di mattina, così da evitare le file e sfruttare la luce migliore. La Bali Swing è in Jalan Dewi Saraswati a Bongkasa e l’ingresso, comprensivo di pick up, uso illimitato delle altalene e open bar, è intorno ai 35 $. Per prenotare potete contattare direttamente il proprietario via Whatsapp a questi numeri: +62 878 8828 8832, +62 877 7708 8801.

La Bali Swing è diventata un tale fenomeno che ne sono sorte centinaia di altre in tutta l’isola. Ve ne segnalo alcune fra le più belle: l’altalena della villa Zen Hideaway, riservata però agli ospiti, la Tegallalang Swing, installata sulle risaie omonime, la Wanagiri Hills Swing a Munduk con vista sul lago e la Giant Swing a bordo spiaggia, della Chocolate Factory in  Jalan Pantai Jasri a Karangasem, nell’area est.

La preparazione dell'imbracatura e il volo nella foresta (foto © Artem Bali)
La preparazione dell’imbracatura e il volo nella foresta (foto © Artem Bali)

18. FARE ATTIVITA’ CON I BAMBINI

Vicino a Ubud, ci sono due bei parchi dove fare attività con i bambini, interessanti anche per chi ha semplicemente la passione degli animali e degli insetti.

Al Kemenuh Butterfly Park, potrete vedere splendidi esemplari di farfalle volare in un giardino tropicale protetto e arricchito da giochi di acqua. All’interno del recinto c’è anche una sala ‘incubatrice’, la Sala delle Pupe, dove sono raccolti i bozzoli di farfalle e falene, pronti a schiudersi nel fogliame.

Il Bali Bird Park ospita invece ben 1000 esemplari di coloratissimi volatili, raccolti in diverse aree in cui è ricreata la flora dei loro habitat naturali. Chiunque voglia, può interagire con gli uccelli e i rettili. I bambini da 0 a 12 anni entrano gratis, ma devono essere accompagnati da un adulto pagante.

Il Bali Bird Park (foto © Kars Alfrink e Fiona Wijya)
Il Bali Bird Park (foto © Kars Alfrink e Fiona Wijya)

19. PRENDERE PARTE A UN FESTIVAL

Non c’è modo migliore per immergersi nella vibrante vita dell’isola che prendere parte a uno dei tanti festival che la animano ogni anno. Il calendario è ricco di proposte. Ubud ospita il Bali Spirit Festival, dedicato allo yoga, l’Ubud Writers & Readers Festival, che richiama scrittori da tutto il mondo, il Bali Vegan Festival, a cui partecipano chef vegani internazionali, ambientalisti, guaritori e appassionati di lifestyle vegano, l’Ubud Food festival e l’Ubud Village Jazz Festival.

L'atmosfera del Bali Spirit Festival (foto © Bali Spirit e Ulrike Reinhold Photography)
L’atmosfera del Bali Spirit Festival (foto © Bali Spirit e Ulrike Reinhold Photography)



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Benvenuti!

Mi chiamo Simona e viaggio in Indonesia dal 2010. Ho vissuto nelle isole di BaliJava. Sono una designer, appassionata di fotografia e buon cibo. Una delle cose che amo di più durante i miei viaggi è esplorare luoghi fuori dal sentiero battuto e immergermi nella cultura locale. 

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4 Comments

  1. Avatar Antonella
    15/06/2019 @ 19:12

    Ciao Simona,
    Prima di tutto vorrei farti i complimenti, sia questo sito che la pagina fb che hai creato sono strumenti utilissimi per chi vuole visitare l’indonesia, specialmente se è la prima volta come per me! E mi piace molto cone racconti la tua esperienza e come dai consigli per tutti i gusti!
    Partirò da sola per Bali il 9luglio e trascorrerò lì 3 settimane. La prima parte del viaggio si concentrerà su Ubud perché farò uno yoga retreat di 1 settimana, rimango pero’ a Ubud 11 giorni per avere tempo di girarla un po’ e, seguendo il tuo consiglio, farò gite da lì per visitare la parte est dell’isola. L’ultima parte del viaggio (4giorni) sarà all’insegna del relax a Canggu con qualche gita qua e là, ma ho qualche difficoltà a organizzarmi bene la parte centrale del viaggio (4giorni). Vorrei infatti passare da Lovina e pemuteran (x gita a Menjangan), ma non vorrei affrontare spostamenti lunghissimi per non perdere giornate di viaggio.
    Ti dico quello che pensavo di fare, mi daresti qualche consiglio per capire come organizzare al meglio questa parte e se sto sbagliando qualcosa?
    Da ubud vorrei arrivare a nord passando per Ulun Danu, Lago Bratan e cascate Git git (dove mi consigli di pernottare?pensavo a Lovina, dove tornerei anche la notte del giorno successivo dopo aver visitato il tempio buddista Banjar e le risaie di Munduk). Giorno successivo nuotata con delfini a Lovina e trasferimento a permuteran (e mi sembra di sprecare il tempo del viaggio nel pomeriggio). Giorno successivo gita a menjangan. Secondo te, dopo la giornata di snorkeling, è preferibile pernottare ancora a Permuteran o spostarmi direttamente a Canggu? Nel caso rimanessi a Permuteran, il giorno successivo nel tragitto fino a Canggu cosa mi consigli di visitare? Il viaggio mi sembra molto lungo e vorrei intervallarlo.
    Scusa il commento kilometrico ma sono in una fase di stallo e mi devo sbrigare a prenotare tutti i pernotti!
    Grazie infinite!!!
    A presto,
    Antonella

    Reply

    • Avatar Simona Warnerin
      16/06/2019 @ 13:55

      Ciao, Antonella e grazie mille per i complimenti! 🙂 L’itinerario da Ubud a Lovina va benissimo. I tour fra i delfini si fanno all’alba e Pemuteran è molto vicina a Lovina, quindi una volta arrivata avresti il tempo di dedicare un paio di ore allo snorkeling a Pemuteran Bay.

      Dopo l’escursione a Menjangan ti consiglio una pausa relax a Pemuteran, ci sono anche delle collinette con bellissimi paesaggi e il Parco Nazionale di Bali Barat lì vicino. Quindi partenza la mattina dopo per Canggu.

      Da Pemuteran a Canggu ti suggerisco questi stop intermedi: risaie di Jatiluwih, Pura Taman Ayun e per finire il Tempio di Tanah Lot verso il tramonto (dalle ore 17)! Se hai altri dubbi, chiedi pure! 🙂

      Reply

  2. Avatar Antonella
    21/06/2019 @ 23:02

    Ciao Simona, rieccomi 😊 ho bisogno del consiglio dell’esperta: mi conviene pernottare a nord 4 notti (come da itinerario sopra), o secondo te posso organizzare gite in giornata stando a sud? Non so se la barriera corallina merita più a nord (menjangan) o a sud (muda lembongan e penida) e sto cercando di organizzare il viaggio in modo da non pernottare in tanti posti diversi. Ho anche il dubbio che la gita per i delfini sia molto commerciale e ne valga poco la pena…
    Grazie mille!

    Reply

    • Avatar Simona Warnerin
      22/06/2019 @ 12:37

      Ciao Antonella! 🤓 Dunque, la gita in barca con i delfini è un’attività decisamente turistica e per me un pò al limite per il fatto che è molto invadente nei confronti degli animali. Tuttavia molte persone la trovano una bella esperienza. L’area di Menjangan è molto a ovest di Bali e non è possibile nè consigliabile fare escursioni in giornata dal sud. Qui la barriera corallina è una delle più belle di Bali. Per farti un’idea ti consiglio di leggere il mio articolo su immersioni e snorkeling: https://viaggioinindonesia.com/snorkeling-e-immersioni-a-bali/

      Reply

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