COSA VEDERE A UBUD e DINTORNI:
LA GUIDA DI CHI CI VIAGGIA DAL 2010
La mia selezione delle 5 tappe fondamentali per scoprire l’anima più vera di Ubud
Aggiornato a ottobre 2026 · Testato di persona dal 2010
CONTENUTI DI QUESTA GUIDA
Consigli pratici per organizzare il viaggio a Ubud e dintorni
Vale ancora la pena visitare Ubud?
Sì, vale la pena visitare Ubud a patto di cambiare aspettative. Sebbene il centro sia affollato, Ubud custodisce un’anima unica: le cerimonie balinesi dettano ancora il ritmo della vita locale, la scena gastronomica è all’avanguardia mondiale e la città si è confermata il centro internazionale per i ritiri di benessere. Per apprezzarla oggi basta allontanarsi dalle strade principali e dai luoghi comuni e sapere dove cercare.
Ubud in breve: quanti giorni, quando andare, cosa vedere
- Quanti giorni servono? Minimo 3 giorni (centro, risaie, un tempio). Ideali 4-5 giorni, per aggiungere cascate e una giornata nei dintorni senza correre.
- Periodo migliore? Aprile-ottobre (stagione secca). Giugno, luglio e settembre sono i miei mesi preferiti: bel clima e meno folla di agosto. Una guida nel dettaglio qui: QUANDO ANDARE A BALI.
- 3 tappe imperdibili con poco tempo: la Campuhan Ridge Walk all’alba o al tramonto, le sorgenti sacre di Tirta Empul e la Ubud Valley (di mattina presto).
Dove dormire a Ubud: centro, risaie o giungla?
| Zona | Ideale per | Pro | Contro |
|---|---|---|---|
| Ubud Centro | Per chi non vuole dipendere dai mezzi, per chi ha necessità di avere tutto a portata e conoscere gente nuova. | Tutto raggiungibile a piedi, ristoranti e servizi vicini. Vivace per chi ama la vita sociale. | Traffico intenso, rumoroso nelle vie principali. Difficile entrare e uscire dalla città per le escursioni. |
| Dintorni di Ubud | Per chi cerca pace tranquillità e natura, vuole il relax o pratica yoga. | Ritmi lenti e buon rapporto qualità-prezzo. Più facile da gestire per i tour giornalieri. | Richiede scooter o taxi per raggiungere il centro. Isolato la sera. |
Una comoda via di mezzo è scegliere l’alloggio nelle stradine secondarie della città o nell’area delle risaie interne, dove spesso si aprono scenari inaspettati di giardini e viste incantevoli.
Su questa pagina trovate la mia ampia selezione di alloggi ad Ubud con il miglior rapporto qualità-prezzo: HOMESTAY, HOTEL E RESORT A UBUD!
Come muoversi a Ubud e dintorni?
- Per girare il centro città: è possibile e raccomandato muoversi a piedi
- Per gli spostamenti brevi: vi consiglio lo scooter (a patto di saperlo già destreggiare molto bene e avere la patente internazionale, più info qui: LA PATENTE INTERNAZIONALE) oppure le app di movimento come Grab e Gojek per taxi e mototaxi (gli ojek)
- Per i tour e le escursioni giornaliere: l’opzione migliore resta sempre il driver con una guida locale sia per conoscere a fondo la cultura locale sia per risparmiare tempo e soldi. I percorsi dei driver sono infatti ottimizzati per evitare il traffico e il prezzo del tour è un forfait giornaliero. Vi raccomando di leggere la guida: COME MUOVERSI A BALI.
Il trucco del “Drop-off Strategico”
Se per qualche motivo dovete farti lasciare in centro da un autista o da un motorino preso su Gojek o Grab, non indicare mai come destinazione l’Ubud Palace. Rimarreste intrappolati nella coda. Fatevi lasciare 500 metri prima (ad esempio vicino al ponte di Campuhan o all’inizio di Jalan Suweta) e coprite l’ultimo pezzo a piedi: risparmierete mezz’ora di stress.
Per esplorare sia la città di Ubud che i bellissimi dintorni, potete fare riferimento all’agenzia locale Temu Tamu con guide professionali in italiano e inglese: SCOPRI QUI I TOUR PRIVATI DI UBUD E BALI.
Come vestirsi a Ubud?
Ad Ubud il clima di giorno è caldo e umido, ma non troppo afoso, con pioggerelline pomeridiane. Puntate su tessuti leggeri e traspiranti, come lino e cotone, e portate una giacca antipioggia leggera.
Per i templi servono spalle e ginocchia coperte: tenete sempre in borsa un sarong, un pareo colorato a disegni tipici, da acquistare nei mercatini. Per risaie, cascate e sentieri scegliete sandali sportivi comodi con buona presa, cappelli di cotone e protezione solare. Altri consigli pratici nella Valigia Perfetta e nello Shop di Amazon, dove troverete le liste già pronte di tutto ciò che occorre per il viaggio.
È sicuro visitare Ubud da soli? Consigli per chi viaggia in solitaria
Sì, Ubud è una destinazione sicura per chi decide di fare un viaggio a Bali in solitaria. Il tasso di criminalità violenta è estremamente basso e la cultura locale è profondamente accogliente. Tuttavia, il boom turistico degli ultimi anni richiede alcune accortezze pratiche per evitare piccoli imprevisti stradali o fastidi.
Sicurezza di notte a Ubud: alloggio e spostamenti
- Evitate l’isolamento notturno nelle zone rurali: Ubud si sviluppa su lunghi crinali separati da fiumi e giungla. Se viaggiate in solitaria, evitate di alloggiare in ville isolate in mezzo alle risaie lontane dal centro. Le strade secondarie non sono illuminate, mancano i marciapiedi e i cani randagi, protettivi verso il territorio di notte, possono diventare aggressivi. Un hotel delizioso solo per ragazze è questo: ARYA WELLNESS.
- La gestione dello scooter per chi è solo/a: guidare a Ubud è caotico. Se non vi sentite sicuri al 100%, non rischiate. Utilizzate le funzioni Gojek o Grab Bike (i mototaxi). Se prendete un mototaxi la sera, indossate una giacca chiusa: i borseggiatori puntano spesso le borse a tracolla delle ragazze sedute dietro.
SIM, assicurazione e amicizie: Ubud in solitaria
- Contatti d’emergenza e sim locale: comprate subito una eSIM o una SIM locale (Telkomsel ha la copertura migliore) appena arrivate. Meglio non dipendere dai Wi-Fi locali. Tutti i miei consigli nel dettaglio qui: MIGLIORI SIM e E-SIM per l’INDONESIA
- Socializzare senza sforzo: se temete la solitudine, Ubud è il posto più facile al mondo per fare rete. Frequentate i caffè per nomadi digitali, partecipate a una classe di yoga o prenotate lezioni di cucina balinese. Gli homestay a gestione familiare sono l’opzione migliore rispetto agli hotel: avrete sempre un punto di riferimento locale a cui chiedere aiuto o consigli se non vi sentite bene.
IN CASO DI EMERGENZA: viaggiate sempre coperti da un’adeguata assicurazione viaggio per l’Indonesia. Potete usufruire del mio sconto riservato ai lettori sulle assicurazioni Heymondo qui: SCONTO DEL 10% HEYMONDO.
1. Natura e paesaggi iconici di Ubud: risaie e percorsi verdi
Nascosti nella caotica città di Ubud ci sono sentieri tranquilli e passeggiate bellissime, basta imboccare la strada giusta per ritrovarsi immersi nel verde! Vi consiglio due percorsi, testati da me passo dopo passo dal 2010 e una risaia a gradini molto popolare, da visitare con alcune accortezze speciali.
La Campuhan Ridge Walk
La Campuhan Ridge Walk, uno dei percorsi più famosi, un trekking leggero che segue la gola di un fiume e vi permetterà di esplorare bellissimi campi di riso attraverso villaggi e foreste a due passi dal centro cittadino. Perfetto per staccare dal traffico.
Il sentiero si trova scendendo le scale accanto allo storico Warwick Ibah Luxury Villas su Jalan Raya Campuhan. Appena scesi i primi gradini sentirete il rumore dell’acqua che scorre, qui infatti confluiscono due fiumi sacri, le cui sorgenti spirituali hanno dato vita a uno dei miei templi preferiti di tutta Bali, lo splendido Pura Gunung Lebah. Il sentiero finisce all’altezza del piccolo villaggio di Bangkiang Sidem. Si cammina da sud a nord e poi si torna indietro dallo stesso sentiero. Con il ritorno si arriva a circa 4 km in tutto.
DRITTA SUL CAMPO: il sole in Indonesia sorge e tramonta presto, vi consiglio di iniziare la passeggiata per le 7.00 del mattino oppure intorno alle 17.00 per il tramonto. Evitate assolutamente le ore centrali della giornata: la cresta della collina è totalmente esposta e il caldo può essere implacabile.
La Sweet Orange Walk
La Sweet Orange Walk è un incantevole sentiero che parte dal centro città, precisamente da Jalan Kajeng e che vi catapulterà in un istante nella pace di bellissime risaie smeraldo. L’ho scoperto la prima volta nel 2011, camminando per caso tra templi e warung della città e ne sono rimasta abbagliata.
A dispetto delle grandi trasformazioni che ha subito la città di Ubud, questa zona conserva sempre un fascino autentico, con i suoi intramontabili gusci di noci di cocco stesi ad asciugare al sole. Tutt’oggi è ancora una delle mie passeggiate preferite, anche per una merenda o un pranzo con le bambine. Meglio andarci sul fare del tramonto, per abbandonarvi alla bellezza della luce arancio che inonda il verde dei campi, come in una perduta valle dell’Eden.
Ogni tanto ci capita anche di incontrare qualche lettore del blog e la sorpresa di vederci qui dal vivo ed è una delle parti più divertenti!
LA SOSTA PERFETTA: lo Sweet Orange Warung, un piccolo angolo creativo e rigenerante dove mangiare il tempeh fritto croccante, con la salsina speciale della proprietaria Putu, accompagnato da un succo di cocco e lime freschissimo.
Le risaie di Tegallalang: come visitarle evitando la calca
Le risaie di Tegallalang, a 20 minuti di scooter da Ubud, sono un luogo molto popolare dell’isola di Bali: una splendida vallata verde costruita oltre 2.000 anni fa come parte di un sistema di irrigazione e modellata da terrazze coltivate a riso che scendono morbidamente verso il basso.
È purtroppo anche uno dei luoghi dove il turismo di massa è stato più invasivo e distruttivo. Snaturandole del loro profondo valore culturale e tradizionale.
OCCHIO A QUESTO DETTAGLIO: l’accesso ufficiale ai percorsi alternativi è a donazione libera, ma preparatevi a tenere in tasca banconote di piccolo taglio (da Rp. 10.000 o 20.000): i proprietari dei diversi lotti terrieri potrebbero chiedervi un piccolo contributo per il passaggio.
2. Il centro di Ubud: arte, mercati e foresta sacra
Lasciatevi trascinare dall’istinto e dedicate del tempo a girare senza meta, infilandovi nelle stradine che più vi ispirano o prendendo un caffè in un warung sulle risaie.
Il Pura Taman Saraswati
Nel pieno centro di Ubud sorge il Pura Taman Saraswati, lo scenografico tempio dedicato alla dea della saggezza e dell’arte Dewi Saraswati, celebre per il suo specchio d’acqua ricoperto di stupendi fiori di loto. Le due enormi vasche d’acqua non hanno una funzione puramente decorativa. Nella cosmologia balinese, il loto rosa è il simbolo sacro della purezza spirituale e del distacco dalle tentazioni terrene.
Molti viaggiatori restano delusi perché il biglietto dà accesso solo alla passerella e al giardino d’acqua. Il santuario interno in pietra è infatti rigorosamente chiuso al pubblico e riservato esclusivamente ai locali indù per la preghiera.
A mio avviso, il Pura Taman Saraswati è una tappa obbligata, ma va visitato con strategia. Per evitare la calca di turisti.
La prima è arrivare la mattina presto, entro le 08:30, non appena il sito apre. La seconda è sedersi per un caffè ai tavolini della terrazza esterna dell’adiacente Starbucks (opzione più economica) oppure prenotare un tavolo nel padiglione del Lotus Café: da qui avrete una vista incantevole direttamente sulla vasca d’acqua.
LE DANZE TRADIZIONALI LA SERA: il cortile interno del Pura Saraswati, dopo il tramonto, si trasforma in un palcoscenico illuminato eccezionale per assistere agli spettacoli di danza Legong o Kecak sotto le stelle. Per i biglietti, ogni pomeriggio, a partire dalle 16:00/17:00, troverete i promoter posizionati direttamente lungo i marciapiedi di Jalan Raya Ubud. Accettano contanti.
Il Palazzo Reale di Ubud (Puri Saren Agung)
La Monkey Forest: la Foresta delle Scimmie
Se c’è un posto a Ubud che testimonia in modo impressionante lo scorrere degli anni e l’evoluzione del turismo a Bali, è proprio la sua foresta sacra delle scimmie, il cui nome ufficiale è Mandala Suci Wenara Wana.
E’ stata la prima attrazione che ho visto ad Ubud nel 2010, appena scesa da uno scardinato bus ‘Pariwisata‘ e negli anni l’ho vista trasformarsi profondamente. Un tempo era un’esperienza emozionante, decisamente più selvaggia e a tratti avventurosa. Ci si addentrava tra alberi secolari e templi in cui risuonava il canto metallico e oscuro, a tratti spaventoso, della preghiera Puja Tri Sandhya
Oggi la riserva è diventata un parco turistico con oltre 1.200 macachi dalla coda lunga, ma la foresta è prima di tutto un sito religioso induista di straordinaria importanza, fondato a metà del XIV secolo. Al suo interno custodisce infatti templi di pregio come il Pura Dalem Agung Padangtegal in cui le scimmie non sono un’attrazione da circo per i turisti, ma i custodi spirituali di questo complesso sacro (il Mandala).
La foresta delle scimmie è pericolosa?
La Foresta delle Scimmie di Ubud non è pericolosa se si rispettano le regole della riserva. I macachi sono abituati alla presenza umana, ma restano animali selvatici che possono reagire se provocati. Per evitare morsi o graffi, è tassativo evitare di portare cibo o borse di plastica, non guardarli fissi negli occhi e non tentare mai di toccarli o accarezzarli. Custodite occhiali e oggetti luccicanti nello zaino ben chiuso.
Fate attenzione soprattutto se viaggiate con i bambini: a mia figlia di 3 anni, dopo un sonoro ceffone, hanno strappato di bocca il ciucciotto, mentre era in braccio al papà, per ciucciarselo poi loro nella foresta!
IN CASO DI GRAFFIO O MORSO: lavate subito la ferita con acqua e sapone e recatevi in una clinica medica. Assicuratevi sempre di viaggiare coperti da un’adeguata assicurazione viaggio per l’Indonesia che copra eventuali profilassi o trattamenti d’urgenza. Potete usufruire del mio sconto riservato ai lettori qui: SCONTO DEL 10% HEYMONDO
Le sfarzose cerimonie di Ubud
Ogni giorno a Ubud, come in tutta l’isola, vi capiterà di assistere ad affascinanti ed autentici rituali religiosi quotidiani, quindi non perdete l’occasione di guardarvi intorno, senza andare di fretta! I templi di riferimento per le cerimonie più importanti, come la cremazione, sono il Pura Dalem Puri Peliatan e il Pura Dalem Ubud.
Quali sono i rituali più importanti a Bali?
- I Canang Sari: le piccole offerte quotidiane in cestini di foglie di palma intrecciate, riempiti di fiori, riso e incenso, adagiati a terra davanti a case, templi e negozi.
- Il Galungan e il Kuningan: le festività che celebrano la vittoria del bene (Dharma) sul male (Adharma).
- Il Nyepi: il Capodanno balinese, noto come il giorno del silenzio assoluto.
- Lo Ngaben: la solenne e spettacolare cerimonia di cremazione di massa.
Io ho avuto la fortuna di assistere a numerosi Galungan e a due sfarzose cremazioni della famiglia reale nel 2011 e nel 2023 con le mie figlie.
Il Pasar Seni (Mercato dell’Artigianato) e le vie dello shopping a Ubud
Se state cercando souvenir classici come le borse rotonde in rattan, abiti leggeri, acchiappasogni, sarong per i templi o piccoli oggetti in legno, il mercato centrale di Ubud, il Pasar Seni, è la tappa più famosa, ma vi dico la verità: oggi, dopo la recente ristrutturazione, a me non piace affatto.
Hanno abbattuto il vecchio mercato coperto, che con il suo charme decadente, il caos labirintico e i profumi di incenso aveva un fascino e un’atmosfera balinese indimenticabile.
Appunti da annotare: provate a infilarvi nelle stradine laterali rispetto all’ingresso, l’atmosfera è più vivace e autentica. Naturalmente non dimenticate di contrattare il prezzo partendo dalla metà della cifra proposta dal venditore. Se poi siete mattinieri dalle 5 alle 8 di mattina questo mercato vende frutta tropicale, verdure e spezie.
Dove fare acquisti ad Ubud oltre il mercato?
3. Templi Sacri di Ubud e Riti di Purificazione
L’area che circonda Ubud è il vero cuore pulsante della storia e della spiritualità balinese. È proprio in questo distretto che si concentrano i templi dell’acqua più suggestivi dell’isola, luoghi sacri dove i fedeli induisti e i viaggiatori si ritrovano per compiere il millenario rito di purificazione (Melukat) sotto le fonti di sorgenti millenarie.
La spiritualità balinese è indissolubilmente legata all’elemento acquatico; basti pensare che il nome originario di questo culto, prima che venisse assimilato all’induismo, era proprio Agama Tirta, ovvero “la religione dell’acqua“. Durante la visita alle sorgenti sacre potrete prendere parte in prima persona al rito del Melukat: la comunità locale accoglie con gioia i viaggiatori che desiderano condividere questa esperienza profonda, a patto che si rispettino rigorosamente le regole del tempio e la sacralità del luogo.
Cos’è il rituale di purificazione a Bali?
Il rituale di purificazione balinese (Melukat) è una cerimonia induista in cui l’acqua funge da mezzo per lavare via le energie negative, purificare corpo, mente e anima, e connettersi con gli dei. Il rito si svolge nei templi dell’acqua e consta di tre fasi principali: l’offerta agli dei, l’immersione del capo sotto la fonte sacra e la benedizione finale del sacerdote con chicchi di riso sulla fronte, simbolo di prosperità.
IMPORTANTE: Per effettuare il rituale di purificazione è obbligatorio indossare un sarong speciale di raso e una cintura sacra, questo abbigliamento è messo a disposizione dal tempio stesso.
Il Pura Tirta Empul
Il punto di riferimento più popolare e affollato per il rituale di purificazione, nei dintorni di Ubud, è il Pura Tirta Empul, un tempio indù fondato nel 962 d.C. vicino alla città di Tampaksiring a 20 minuti di auto dalla città. Io ho scelto di effettuare il rituale di purificazione presso un’altra sorgente, ma ho passato molte ore al Pura Tirta Empul per cogliere dei bellissimi momenti fotografici.
Come evitare le code al Tirta Empul ed effettuare la purificazione?
- Arrivate tassativamente all’apertura: il tempio apre alle 7:00/8:00; entrare nelle vasche entro le 08:30 vi permetterà di trovare il sito semi deserto.
- Scegliete il tardo pomeriggio: in alternativa, pianificate la purificazione dopo le 16:30, quando i gruppi organizzati hanno già lasciato il complesso prima della chiusura delle 18:00.
- Ingaggiate una guida locale: le nuove regole balinesi richiedono una guida autorizzata per i non indù che fanno il Melukat: vi guiderà nella corretta sequenza delle fontane ed eviterà che utilizziate per errore i getti riservati esclusivamente ai defunti.
- Evitate i giorni di festività lunare: non visitate il tempio durante le notti di Luna Piena (Purnama) o Luna Nuova (Tilem), a meno che non desideriate documentare le oceaniche cerimonie della comunità locale.
Su questa pagina trovate una guida approfondita passo a passo per visitare il tempio ed effettuare il rituale senza commettere errori: COME VISITARE IL PURA TIRTA EMPUL.
Il Pura Mengening: l’alternativa senza turisti
Il Pura Taman Pecampuhan Sala: la mia esperienza straordinaria
Non perdete assolutamente i video di questa giornata straordinaria sul mio profilo Instagram ViaggioinIndonesia. Qui potete guardare le tre fasi del rituale nel meraviglioso Pura Pecampuhan Sala:
4. La Ubud Valley: cascate e santuari misteriosi nella roccia
La Valle Sacra dell’UNESCO, o Ubud Valley, è un’area ad est di Ubud ed è uno dei miei posti preferiti in assoluto. E’ qui che si trova l’essenza più profonda e misteriosa di tutta l’isola di Bali.
I suoi siti più interessanti sono Goa Gajah, il Gunung Kawi, Goa Garba, il tempio di Yeh Pulu e Tegallinggah, che condividono tutti la medesima, identica anima originaria.
Queste gole lussureggianti erano i luoghi sacri dell’animismo balinese. Gli antichi asceti e gli eremiti scavavano la roccia a mano per isolarsi nel profondo della giungla, sfruttando le sorgenti d’acqua naturali come portali per comunicare con gli spiriti della terra.
Quando visito questi posti resto incantata dalle architetture rupestri così scarne, ruvide ed essenziali, nate dal puro sforzo umano nella roccia viva, coperte dal muschio e accarezzate dallo scorrere dell’acqua. Muoversi in questa zona significa camminare nella vera culla della civiltà balinese.
Goa Gajah e il segreto del tempio sommerso
Situato nel villaggio di Bedulu, a circa 15 minuti a sud-est di Ubud, c’è un misterioso sito archeologico dell’XI secolo famoso in tutto il mondo per l’iconico e inquietante ingresso della grotta, interamente scavato a mano nella roccia arenaria con le sembianze di un demone dalle fauci spalancate: la grotta di Goa Gajah.
In pochi lo sanno, ma il lato più bello e affascinante di questo luogo è che il complesso di Goa Gajah non si limita alla grotta, dove si ferma la maggior parte dei visitatori, ma si estende fra giardini tropicali e giungla fino al fondo di un canyon attraversato dal fiume Petanu.
Qui si trovano i resti monumentali di un antico santuario rupestre buddista risalente al IX-X secolo, letteralmente crollato nel fiume secoli fa, probabilmente a causa di un violentissimo terremoto, rimanendo parzialmente sommerso dall’acqua e divorato dalla giungla. L’ho scoperto per caso nel 2011, qui trovate il mio racconto completo su come raggiungerlo, per un’avventura alla Indiana Jones: GOA GAJAH E IL TEMPIO SOMMERSO.
LA STRATEGIA SALVA-VISITA: la grotta vera e propria è in realtà molto piccola e angusta, nelle ore centrali della giornata si riempie all’inverosimile di turisti. Per evitare il caos, arrivate tassativamente entro le 8:30 del mattino. Se decidete di avventurarvi nel sentiero sterrato verso il canyon profondo, indossate sandali da trekking, poiché il terreno è sdrucciolevole (l’accesso potrebbe essere interdetto nel periodo delle piogge).
Goa Garba: l’eremo nel ventre della terra
Nascosto in questa lussureggiante valle fluviale, nel villaggio di Pejeng a 20 minuti di auto da Ubud, esiste un altro luogo dal potente fascino mistico, protetto da una foresta di alberi antichi a ridosso di un fiume sacro.
Il suo nome, sconosciuto ai più, è Goa Garba ovvero ‘la grotta del ventre’. Un luogo di raccoglimento dove si dice meditasse la figura leggendaria di Kebo lwa, il mitico gigante protettore dell’antico Regno di Pejeng.
IL CONSIGLIO DA LOCALE: vi consiglio di scendere la scala di ferro battuto, nascosta tra le fronde, in direzione del fiume Pakerisan per godervi un momento di pace o una sosta rigenerante. Mentre all’uscita non dimenticate di soffermarvi davanti al bellissimo ingresso del tempio adiacente.
La cascata a gradini di Kanto Lampo
La popolare cascata a gradini di Kanto Lampo è situata nel distretto di Gianyar, a breve distanza da Ubud ed ha un legame profondissimo con la Ubud Valley. La cascata non è nata da un fiume naturale aperto, ma si è formata in seguito a un evento geologico che ha deviato un canale di irrigazione.
Per arrivare alla cascata si percorre un bellissimo sentiero attraverso una vegetazione lussureggiante. All’interno dello stesso complesso della cascata si trova anche una piccola grotta naturale, la Tan Hana Cave, venuta alla luce solo di recente, a seguito di una frana sulla parete rocciosa che ne ha rivelato l’apertura nascosta.
Con il tempo la cascata di Kanto Lampo è diventata uno dei luoghi più iconici e fotografati di Bali. Nelle ore centrali della giornata, durante l’alta stagione, si riempie a tal punto da creare code da 1 a 2 ore solo per scattare una foto sui gradoni vulcanici.
PER EVITARE LA FOLLA: visitate la cascata la mattina presto dalle 6:30 alle 8:30, questa è in assoluto la scelta migliore. Spostate la visita sui giorni feriali (da lunedì a giovedì) e considerate di viaggiare nei mesi di transizione come maggio e novembre (tempo permettendo). Io l’ho visitata proprio nel mese di novembre.
Il Gunung Kawi, la maestosa montagna scolpita
NOTA UTILE: per visitare il Gunung Kawi occorre indossare il sarong. Lungo la strada troverete diverse bancarelle che ve lo propongono in vendita, passate oltre perchè il noleggio è già incluso nel prezzo del biglietto.
5. Spa, massaggi e musei: cosa fare a Ubud quando piove
I massaggi tradizionali e il bagno nei fiori
Dove fare i migliori massaggi tradizionali a Ubud?
- Jaens Spa: una garanzia assoluta in città per i massaggi tradizionali balinesi, famosa per la professionalità dei terapisti e l’atmosfera rilassante.
- Parina Spa: un’oasi di pace ideale per staccare dal caos del centro e rigenerarsi con trattamenti corpo mirati e scrub naturali.
- Kavery Spa (The Udaya Resort): la scelta perfetta se sognate il famosissimo bagno di fiori totale in una cornice tropicale di lusso e assoluta eleganza.
Visitare musei e gallerie d’arte di Ubud
Ubud offre infinite opportunità per scoprire la storia dell’arte balinese nei giorni piovosi, senza noia ma in modo divertente e appassionante; ho speso diverso tempo in città e molte mattine nella pace di queste gallerie e l’ARMA resta in assoluto il mio museo preferito per la sua atmosfera sofisticata e solenne.
Quali sono i migliori musei da vedere a Ubud
- Agung Rai Museum of Art (ARMA): uno spazio solenne e immerso nella calma, famoso per i suoi dipinti tradizionali, i workshop culturali e gli spettacoli di danza dal vivo.
- Museo Puri Lukisan: il più antico museo d’arte moderna di Bali, specializzato in pittura e scultura su legno della scuola di Ubud, inserito in uno splendido giardino tropicale.
- Blanco Renaissance Museum: l’eccentrica residenza e atelier dell’artista spagnolo Antonio Blanco, ricca di cimeli, opere d’arte provocatorie e giardini popolati da pappagalli.
- Setia Darma House of Masks & Puppets: situato nel vicino villaggio di Tegal Bingin, custodisce una straordinaria collezione di maschere e burattini tradizionali provenienti da tutta l’Indonesia.
Visitare Ubud oggi: la mia opinione dal 2010
La mia camera sulla Monkey Forest
Ho vissuto a Ubud per un certo periodo, alloggiando in una camera in affitto a ridosso della Monkey Forest, presso una famiglia locale.
La mia sveglia mattutina erano un piccolo gallo dalla voce stridula e un tagliente fascio di luce bianca, che filtrava dalla densa vegetazione tropicale. Ancora adesso, dopo diversi anni, quando sono a Bali, non posso evitare di tornarci per immergermi anche un solo istante nel riflesso verde delle sue risaie.
Ricordo ancora chiaramente la prima volta che ci ho messo piede: era il 2010 e Ubud era già una cittadina turistica ma conservava un’atmosfera lenta e molto tranquilla. Nessuno poteva immaginare che di lì a poco, sarebbe avvenuta una veloce trasformazione.
Il warung senza una parete
All’epoca, sono scesa da uno scardinato bus ‘pariwisata’, dopo aver fissato per tutto il viaggio la ciondolante offerta votiva appesa sullo specchietto del vetro anteriore e mi sono diretta in un warung per pianificare la visita alla città.
Non avevo molte idee su cosa avrei trovato, men che meno avevo mai visto foto o immagini di questa città, avevo solo letto la breve descrizione di una vecchia guida Lonely Planet.
Entrata in quel warung, vicino alla Monkey Forest, ho realizzato con meraviglia che mancava letteralmente la parete del fondo. Era stata rimossa per aprire la visuale su un campo di riso che, in quel momento, era inondato dall’ abbagliante luce del giorno. Questa è stata la mia prima immagine di Ubud.
L’incantesimo che sopravvive al tempo
Molte cose sono cambiate da allora: Ubud è diventata meta di turismo internazionale, le sue strade si sono riempite di visitatori, escursionisti, artisti, scrittori, individui eccentrici, nomadi digitali e anime in cerca di quel “qualcosa” capace di cambiare la vita.
La città e i suoi dintorni sono diventati una meta imperdibile per chi visita Bali. Come spesso accade, però, questo sviluppo rapido e non pianificato ha portato diversi risvolti negativi, fra cui inquinamento, traffico e difficile gestione dei rifiuti.
I grandi pullman si infilano a sforzo nelle stradine della città e i bidoni dei rifiuti diventano un’esca golosa per le scimmie in libertà.
Fortunatamente la spiritualità e la struttura sociale di questa cittadina resistono nel tempo e anche in questo caos turbolento, è facile scorgere dietro l’angolo le piccole processioni rituali, i deliziosi cestini con le offerte di fiori, il profumo dell’incenso, il suono metallico e ipnotico di un gamelan in un cortile. E l’incantesimo è pronto a nascere di nuovo.
Un posto da attraversare
Ubud non è perfetta, e forse è proprio questo a renderla così magnetica. Tra il traffico caotico e l’odore dell’incenso, tra il rumore dei motorini e la quiete dei templi, resta un luogo che ti sfugge e ti attrae allo stesso tempo. Più che da visitare, è un posto da attraversare!
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Benvenuti!
Mi chiamo Simona e viaggio in Indonesia dal 2010. Ho vissuto nelle isole di Bali e Java.
Sono una designer, appassionata di fotografia e buon cibo. Una delle cose che amo di più durante i miei viaggi è esplorare luoghi fuori dal sentiero battuto e immergermi nella cultura locale.
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8 Comments
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Ti aspetto su Instagram per altre foto dei miei viaggi in Indonesia!
15/06/2019 @ 19:12
Ciao Simona,
Prima di tutto vorrei farti i complimenti, sia questo sito che la pagina fb che hai creato sono strumenti utilissimi per chi vuole visitare l’indonesia, specialmente se è la prima volta come per me! E mi piace molto cone racconti la tua esperienza e come dai consigli per tutti i gusti!
Partirò da sola per Bali il 9luglio e trascorrerò lì 3 settimane. La prima parte del viaggio si concentrerà su Ubud perché farò uno yoga retreat di 1 settimana, rimango pero’ a Ubud 11 giorni per avere tempo di girarla un po’ e, seguendo il tuo consiglio, farò gite da lì per visitare la parte est dell’isola. L’ultima parte del viaggio (4giorni) sarà all’insegna del relax a Canggu con qualche gita qua e là, ma ho qualche difficoltà a organizzarmi bene la parte centrale del viaggio (4giorni). Vorrei infatti passare da Lovina e pemuteran (x gita a Menjangan), ma non vorrei affrontare spostamenti lunghissimi per non perdere giornate di viaggio.
Ti dico quello che pensavo di fare, mi daresti qualche consiglio per capire come organizzare al meglio questa parte e se sto sbagliando qualcosa?
Da ubud vorrei arrivare a nord passando per Ulun Danu, Lago Bratan e cascate Git git (dove mi consigli di pernottare?pensavo a Lovina, dove tornerei anche la notte del giorno successivo dopo aver visitato il tempio buddista Banjar e le risaie di Munduk). Giorno successivo nuotata con delfini a Lovina e trasferimento a permuteran (e mi sembra di sprecare il tempo del viaggio nel pomeriggio). Giorno successivo gita a menjangan. Secondo te, dopo la giornata di snorkeling, è preferibile pernottare ancora a Permuteran o spostarmi direttamente a Canggu? Nel caso rimanessi a Permuteran, il giorno successivo nel tragitto fino a Canggu cosa mi consigli di visitare? Il viaggio mi sembra molto lungo e vorrei intervallarlo.
Scusa il commento kilometrico ma sono in una fase di stallo e mi devo sbrigare a prenotare tutti i pernotti!
Grazie infinite!!!
A presto,
Antonella
16/06/2019 @ 13:55
Ciao, Antonella e grazie mille per i complimenti! 🙂 L’itinerario da Ubud a Lovina va benissimo. I tour fra i delfini si fanno all’alba e Pemuteran è molto vicina a Lovina, quindi una volta arrivata avresti il tempo di dedicare un paio di ore allo snorkeling a Pemuteran Bay.
Dopo l’escursione a Menjangan ti consiglio una pausa relax a Pemuteran, ci sono anche delle collinette con bellissimi paesaggi e il Parco Nazionale di Bali Barat lì vicino. Quindi partenza la mattina dopo per Canggu.
Da Pemuteran a Canggu ti suggerisco questi stop intermedi: risaie di Jatiluwih, Pura Taman Ayun e per finire il Tempio di Tanah Lot verso il tramonto (dalle ore 17)! Se hai altri dubbi, chiedi pure! 🙂
21/06/2019 @ 23:02
Ciao Simona, rieccomi 😊 ho bisogno del consiglio dell’esperta: mi conviene pernottare a nord 4 notti (come da itinerario sopra), o secondo te posso organizzare gite in giornata stando a sud? Non so se la barriera corallina merita più a nord (menjangan) o a sud (muda lembongan e penida) e sto cercando di organizzare il viaggio in modo da non pernottare in tanti posti diversi. Ho anche il dubbio che la gita per i delfini sia molto commerciale e ne valga poco la pena…
Grazie mille!
22/06/2019 @ 12:37
Ciao Antonella! 🤓 Dunque, la gita in barca con i delfini è un’attività decisamente turistica e per me un pò al limite per il fatto che è molto invadente nei confronti degli animali. Tuttavia molte persone la trovano una bella esperienza. L’area di Menjangan è molto a ovest di Bali e non è possibile nè consigliabile fare escursioni in giornata dal sud. Qui la barriera corallina è una delle più belle di Bali. Per farti un’idea ti consiglio di leggere il mio articolo su immersioni e snorkeling: https://viaggioinindonesia.com/snorkeling-e-immersioni-a-bali/
07/09/2019 @ 14:16
Ciao Simona, complimenti per l’articolo molto interessante.
Attualmente vivo 6 anni in spagna, sono un nomade digitale. Ho sentito parlare molto dell’Indonesia e della magnifica Ubud con i suoi coworking immersi nel verde: Questo mi porta a volerla vivere per qualche mese!
E’ possibile avere informazioni? Posso avere un e-mail di contatto?
Grazie,
Francesco
07/09/2019 @ 18:00
Ciao Francesco! Si, Ubud è perfetta per i nomadi digitali e ti segnalo anche Canggu. Nella sezione ‘Info Pratiche’, nell’articolo dedicato a Telefonia e Internet troverai degli indirizzi utili di spazi per co-working! 🙂 Se starai oltre 30 giorni, ti consiglio di dare un’occhiata anche all’articolo sui Visti per l’Indonesia!
07/03/2025 @ 11:50
ciao :)) secondo te andare a Bali e isole le ultime due settimane di settembre è una buona scelta o è molto vicino al periodo delle pioggie e quindi rischioso? grazie mille se risponderai <3 Elisa
08/03/2025 @ 18:08
Ciao Elisa, è ancora un buon periodo, con un ottimo clima e meno turismo!