BALI: TURISMO SOSTENIBILE

Come contribuire a migliorare gli ambienti in cui viaggiamo

Turismo sostenibile a Bali, la vista delle Tjampuhan's Sacred Hills
La vista delle Tjampuhan’s Sacred Hills
MIGLIORARE L’AMBIENTE IN CUI SI VIAGGIA

Ognuno di noi ha la possibilità di mettere in atto un tipo turismo sostenibile a Bali e rendere migliore l’ambiente in cui si muove mentre viaggia, non solo rispettando l’ambiente che visita ma agendo in maniera attiva e positiva durante il proprio passaggio. Quasi tutti abbiamo visto o sentito parlare in qualche modo dei risvolti negativi subiti dall’isola di Bali per il crescente fenomeno dell’ over-tourism: traducibile in italiano come ‘sovraffollammento turistico‘. Un potenziale pericolo per le destinazioni di tutto il mondo, per le conseguenze negative sulle popolazioni locali e sul territorio.

L’overtourism è una responsabilità condivisa in cui anche i turisti devono fare la loro parte attraverso scelte di viaggio che siano “sensibili ai luoghi che visitano e a quelli che vivono dentro e intorno a loro“.
Questo fenomeno di sovraffollamento turistico è sicuramente un sintomo dell’era attuale di iper-mobilità, in cui gli spostamenti da un luogo all’altro del pianeta sono diventati facili, più economici e rappresentano uno stile di vita, quando non una vera e propria moda, per molte persone. 

Come possiamo quindi contribuire a rendere l’isola migliore?

Attraverso un tipo di turismo intelligente, consapevole, attivo ed eco-sostenibile. Che valorizzi la cultura del luogo e che supporti l’economia locale. Ecco nella pratica come attuarlo: 

1. Valutando il modo migliore per muoversi

Evitare totalmente il traffico è difficile, eccetto forse in qualche area più rurale e meno frequentata dai turisti. Muoversi in autonomia sull’isola senza usare mezzi di trasporto come scooter o automobili non è sempre facile, nè comodo. Ma vi invito a non dipendere esclusivamente dai driver. Cercate altre opzioni per i vostri tour. La città di Ubud  ad esempio può essere visitata completamente a piedi e i suoi dintorni sono fruibili anche attraverso tour organizzati in bicicletta (normale o elettrica). Vi assicuro che vivere l’isola in questo modo è completamente un’altra cosa e contribuirete a portare avanti un’idea di turismo sostenible a Bali.

2. Scegliendo delle zone alternative

Ci sono delle zone dell’isola che non sono affatto considerate dal turismo, un pò perchè non offrono grandi servizi e un pò perchè sono semplicemente sconosciute. Prima di buttarvi sulla gettonatissima costa sud ad esempio, provate a prendere in considerazione anche le aree che vanno verso ovest e verso nord. Questa scelta potrebbe offrirvi delle sorprese interessanti. 

3. Supportando l’economia locale

Per aiutare in modo sano la crescita economica degli abitanti dell’isola, vi invito a supportare guide e driver locali, evitando di scegliere tour operator gestiti, per altro spesso in modo poco chiaro, da expat italiani o di altre nazionalità.  Questa scelta può inserirsi in un’ottica che porta avanti uno stile di turismo sostenibile a Bali. Le guide locali si possono contattare facilmente anche attraverso i social network come Facebook. Questa opzione, oltre che etica, si rivelerà anche più vantaggiosa per voi come rapporto qualità-prezzo. Altre scelte che vi consiglio, sia per supportare l’economia locale che per per immergervi nella cultura autentica del posto, sono gli alloggi a conduzione familiare, chiamati ‘homestay‘ e i ristoranti tipici indonesiani: i warung. Per lo shopping invece dirigetevi verso i negozi più piccoli e i mercati locali

Turismo sostenibile a Bali, gli homestay
I warung e gli homestay a conduzione familiare

4. Sostenendo le associazioni di volontari

Una fetta della popolazione locale a Bali, versa in condizioni di indigenza e miseria. Una realtà che molti turisti preferiscono non vedere. E l’industria del turismo ha portato danni in due direzioni: in primo luogo occupando il suolo fertile con la costruzione esagerata di strutture ricettive e in secondo luogo facendo lievitare i prezzi, per cui spesso gli agricoltori non possono più permettersi i beni di prima necessità e sono spinti a lavorare nelle terre più aride, senza avere acqua corrente, elettricità e scuole per i bambini.

In alcuni casi, per contribuire a un turismo sostenibile a Bali basta acquistare un semplice oggetto artigianale, invece dei soliti souvenir, come le simpatiche bamboline di stoffa proposte dal Bali Street Kids Project messe a punto da artigiani locali con le stoffe tradizionali tipiche dei diversi villaggi da cui proviene la manifattura. Oppure è possibile seguire e aderire alle iniziative di alcune associazioni no-profit, come  l’YKPI, una fondazione impegnata a fornire servizi educativi per i bambini, la Solemen Indonesia e il Team Action Amed, un’associazione composta da balinesi ed expat, nata per  assistere gli evacuati dell’eruzione del vulcano Agung.

Cliccando sulle foto potete vedere o acquistare online le bamboline artigianali del Bali Street Kids Project oppure contattando la pagina Facebook YKPA Bali Orphanage Street Kids Project potete informarvi sui loro punti vendita a Bali:

5. Rispettando la flora e la fauna

Bali è attraversata da una lussureggiante foresta tropicale, ricoperta da sconfinate risaie verde smeraldo e circondata da variopinti giardini di corallo. Interagire con questo ambiente, presuppone ovviamente rispetto. In particolare, durante lo snorkeling o le immersioni, è importante seguire le regole e muoversi con cautela, senza toccare o danneggiare coralli e le fragili creature marine. Scegliendo, per le immersioni, delle compagnie che lavorino in maniera etica e utilizzando protezioni solari amiche del reef. 

Allo stesso modo, è importante rispettare gli animali selvatici che vivono sull’isola allo stato brado. A Ubud, la famosa Monkey Forest, accoglie scimmie libere di muoversi fra gli alberi e interagire con i visitatori. L’alimentazione delle scimmie e degli animali selvatici è stata compromessa dalla cattiva abitudine di offrir loro del cibo non salutare. Vi invito quindi a non acquistare da nessuno dei venditori noccioline e a non portare con voi e offrire alimenti nocivi agli animali selvatici. 

Per mettere in pratica nel migliore dei modi un turismo sostenibile a Bali, vi consiglio vivamente di non supportare le attrazioni che usano gli animali come divertimenti da circo. Se volete segnalare qualche caso di maltrattamento oppure semplicemente seguire le associazioni che si prendono cura degli animali e dell’ambiente a Bali e nelle Gili vi segnalo: Bali Animal Welfare Association, la Bali Sea Turtle Society e la Gili Eco Trust. 

Turismo sostenibile a Bali
La delicata fauna e flora dell’isola

6. Partecipando ai beach clean-up

Un’iniziativa nata da qualche tempo sull’isola di Bali è quella dei ‘Beach Clean Up’ ovvero dei raduni per raccogliere le immondizie accumulate sulle spiagge. Ben lungi da essere una soluzione definitiva, il beach clean up nasce per riunire le persone, attirare l’attenzione sul problema e incrementare la consapevolezza nei locali e nei turisti. La pulizia di massa è l’iniziativa di One Island One Voice (OIOV), un movimento di organizzazioni e individui che vogliono ridurre gli sprechi e creare un “Bali più verde e più pulita”. Il movimento comprende gruppi come Bye Bye Plastic Bags, una ONG fondata da due sorelle adolescenti balinesi, Melati e Isabel Wijsen. Attraverso i beach clean up è possibile stringere amicizia con ragazzi di tutto il mondo e partecipare davvero ai luoghi creando un’esperienza unica di viaggio

7. Non immettendo ulteriore plastica nell’ambiente

Attualmente i rifiuti di plastica sono un grosso problema a Bali, questa è un’occasione per lasciare un segno importante durante il nostro viaggio! Intanto grazie allo sforzo di molti, finalmente l’isola sta dicendo addio alle buste di plastica usa e getta! L’1° gennaio 2019 la città di Denpasar ha bandito i sacchetti di plastica nei moderni rivenditori.

Tutti possiamo contribuire attivamente a un turismo sostenibile a Bali, iniziando a non immettere ulteriore plastica nell’ambiente, utilizzando borse di tela per la spesa, cannucce di bambù invece delle cannucce di plastica, bottiglie o borracce ricaricabili e non usa e getta. Da qualche tempo sull’isola stanno nascendo diversi punti ‘Refill My Bottle‘ in cui riempire borracce e bottiglie di acqua potabile, senza necessariamente acquistare nuove bottiglie di plastica. Anche i packaging di alcuni supermercati stanno cambiando in questa direzione, sostituendo gli involucri di plastica con quelli in foglie di banano. A Bali non esiste la raccolta differenziata, mettere in pratica queste buone abitudini potrebbe fare la differenza

Turismo sostenibile a Bali
Preferire le cannucce di bambù al posto di quelle di plastica

In conclusione..

Il cambiamento accade ovunque nel mondo. Bali è passata dall’essere un’isola in cui i carri trainati da buoi erano il mezzo di trasporto più importante, al divenire una moderna meta del turismo internazionale. Questo salto ha portato con sé numerosi cambiamenti, nel bene e nel male. Ognuno di noi è responsabile dell’evoluzione di questi cambiamenti in prima persona. Ognuno durante il suo viaggio, può lasciare delle orme positive che contribuiscano al miglioramento del posto che ci ha ospitati per un breve periodo. Questo è forse il ricordo più bello che possiamo conservare del nostro viaggio, come se la nostra presenza fosse ancora in quei luoghi. 

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Benvenuti!

Mi chiamo Simona e viaggio in Indonesia dal 2010. Ho vissuto nelle isole di BaliJava. Sono una designer, appassionata di fotografia e buon cibo. Una delle cose che amo di più durante i miei viaggi è esplorare luoghi fuori dal sentiero battuto e immergermi nella cultura locale. 

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